© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora la vera domanda è semplice e banale: basterà questa versione del Bologna contro avversari più forti? Non lo sapremo mai fino alla prova del campo, perché le imprese contro le big nascono spesso dal coraggio e dall'aggressività offensiva, evitando di rintanarsi dietro che tanto prima o poi un gol lo fanno, ma anche dalla tenuta generale, soprattutto a centrocampo dove si aprono le praterie quando il pressing non funziona a dovere. Non è stato un Bologna bello, ma vincente sì e questo è quello che conta. Il prossimo passo sarà quello di aggiungere un po' di qualità senza perdere equilibrio, ben sapendo che la precedente versione non tornerà più, perché la metamorfosi è completa e forse irreversibile. Ci si può avvicinare a un utilizzo del pallone migliore, ma quella prerogativa finalizzata a soffocare il gioco avversario probabilmente rimarrà rinchiusa in quell'autunno magico che ha segnato un prima e un dopo. A sensazione, contando di fare tre punti col Verona, il Bologna dovrà alzare di nuovo il suo livello per tentare di passare il turno in Europa e provare a raggiungere l'Atalanta in campionato: non ci sono alternative. Di sicuro, essere ancora in gioco con un filotto di risultati può dare ulteriore slancio, un po' come i grandi atleti che tornano in gara e vincono in seguito a gravi e dolorosi infortuni. Gli esempi di Brignone e Tabanelli sono recenti. La metamorfosi per rinascere.

/www.tuttobolognaweb.it/assets/uploads/202305/366e973f006a3ce7fe18a0f8defc170d.jpg)
/www.tuttobolognaweb.it/assets/uploads/202408/84f5c29a9e35e955a54bb2345784c9b7.png)