La metamorfosi di Vincenzo Italiano. Kafka non c'entra nulla, ovviamente, ma il nuovo vestito tattico del Bologna sì. Se n'è parlato tanto: un mediano in più, maggiore copertura sulla verticale e meno pressing ossessivo-compulsivo in avanti. Un cambiamento che fino a gennaio non era nei pensieri del tecnico, fedele alla sua idea di calcio aggressivo, sempre in avanti, uomo su uomo e poco incline alla difesa posizionale. La necessità e l'urgenza, però, hanno obbligato Italiano a cambiare, perché le sconfitte stavano diventando troppe, la parte destra della classifica molto vicina e il trend oltremodo negativo. Il Bologna aveva smarrito la sua miglior versione e il pressing a tutto campo, se fatto con minor efficacia, porta più cicatrici che punti, fattori decisivi per una ricollocazione tattica alla ricerca dell'equilibrio. In medio stat virtus, si direbbe. E proprio dalle cicatrici partono le ricostruzioni più incisive, punti cardinali diversi da prima, esistenza non per forza più belle, ma sicuramente migliori. Dopo un periodo difficile si esce per forza cambiati, quasi destrutturati e poi rimontati di ogni nuovo pezzo.
lo spunto
Metamorfosi Bologna: la nuova creatura nata per necessità
La nuova versione del Bologna ha portato cinque vittorie di fila, ma basterà quando gli avversari saranno più impegnativi? La rinascita passa anche dalle cicatrici...

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