La stagione europea del Bologna si chiude qui e ora viene da chiedersi quando tornerà, perché strutturalmente la squadra avrebbe bisogno di un restyling più rilevante di quello che non si farà al fatiscente Dall’Ara. Tutta la difesa, per esempio, sarebbe da analizzare e scandagliare nel dettaglio, partendo dalla porta e passando dai centrali, tutti spauriti in assenza del leader Lucumi, che sarà la plusvalenza estiva. Senza il colombiano il numero di gol presi è aumentato esponenzialmente e la sua cessione dovrà essere adeguatamente rimpiazzata. Anche a centrocampo ci sarebbe lavoro da fare, mentre in attacco c’è da sperare che la società faccia di tutto per trattenere Castro e Rowe. Non è nemmeno facile analizzare la campagna internazionale del Bologna, perché un quarto di finale sarebbe stato forse sottoscritto e apprezzato a inizio stagione, mentre ora, considerando anche il campionato deficitario, si potrebbe non essere del tutto soddisfatti. Annata anomala, quella rossoblù, fatta di troppe sconfitte, troppi errori, forse condita anche di quella sfortuna che ti si attacca addosso e non ti molla più, con infortuni mutipli e una zona di tabellone sfavorevole in Europa. Sull’altro piatto della bilancia c’è da considerare che alla fine il Bologna è stato sconfitto solo dalla miglior formazione della coppa e, tra la prima partita del girone e i quarti di finale, c’è stata una striscia di undici risultati utili consecutivi.
lo spunto

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