E' comunque dovere della truppa provarci, tirare fuori l'orgoglio ferito di chi ha perso quasi tutto in un inverno rigido, avaro, e che ha prodotto picchi di gioia solo in Europa League con la serata indimenticabile di Roma, subito opacizzata dalla debacle di Birmingham. E' necessario, soprattutto, regalare qualche gioia a un pubblico fedele e che anche domenica riempirà il Dall'Ara con 27mila presenze. Un affetto che merita una vittoria per placare un trend di donadoniana memoria che si pensava ormai nascosto e sepolto dai libri di storia. Stavolta giocherà prima l'Atalanta e il Bologna chiede al Genoa di De Rossi, uno dei più apprezzati a Casteldebole, un favore e un regalo anticipato per provare quello che oggi appare un mezzo miracolo. Una cosa va chiarita, dato che ogni tanto serpeggiano teorie bislacche sulla Conference League (ovvero che sarebbe meglio non farla perché non dà i ricavi delle altre due coppe): l'Europa è sempre importante, qualunque essa sia. La terza coppa, anche se meno prestigiosa e ricca, rappresenta un approdo utile sia per dare continuità internazionale sia per essere protagonisti in una competizione che il Bologna potrebbe anche vincere. Non ci sarebbero controindicazioni.
tuttobolognaweb esclusive tbw Incredibile ma vero: c’è speranza. Ora il futuro va costruito con anticipo
lo spunto

/www.tuttobolognaweb.it/assets/uploads/202305/366e973f006a3ce7fe18a0f8defc170d.jpg)