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Il mantra da qualche settimana è 'lavoriamo', oppure 'sono convinto che torneremo', finanche al 'ci gira male', frasi che possono sicuramente spiegare alcune cose, ma non la profondità di una crisi che perdura da due mesi. Crisi innanzitutto difensiva, che poi si riverbera sull'attacco, il quale ha le sue responsabilità, ma quando si va sempre sotto nel punteggio la pressione aumenta e la lucidità diminuisce, portando la difficoltà a livelli esponenziali. Qualcuno a Casteldebole starà indagando sull'accaduto, su cosa possa aver tolto al Bologna le prerogative di novembre, quando anche un tornado non avrebbe scalfito la struttura creata in autunno, mentre adesso basta un soffio di vento per barcollare. Qualcuno ha rubato il talento, qualcuno ha rubato la fase difensiva, qualcuno ha rapito il Bologna e Scotland Yard ha il dovere di ritrovarlo. Almeno in casa, dove ormai banchettano in troppe. E fa rabbia, oggi ancora di più, perché tre punti avrebbero spianato la strada verso gli ottavi, quindi con due partite in meno da giocare a febbraio. Di sti tempi, sarebbe stato un lusso. Fino a qui è un delitto perfetto: nessuno sa cosa sia successo al nostro amato Bologna.

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