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Bologna, un mix di gioventù ed esperienza. Serve la vecchia strategia. La situazione reparto per reparto

Serve riallacciare il filo con la vecchia strategia di mercato. Il Bologna chiamato a cambiare reparto per reparto
Manuel Minguzzi
Manuel Minguzzi Caporedattore 
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Il Bologna ha alzato il proprio livello arrivando in Champions nel 2024 grazie a sessioni di mercato convincenti nel 2022 e nel 2023. Lì si sono create le basi del successo, prendendo, prima che diventassero tali, i Calafiori, i Beukema, i Lucumi, i Zirkzee, i Ferguson. Anticipare la concorrenza per prelevare giocatori forti, giovani e pronti quando ancora i prezzi sono accessibili è basilare per la realtà rossoblù. Quella è la via maestra, riprendere il filo del discorso con una strategia funzionale e virtuosa, fidandosi ciecamente del cobra di Lodi, in arte Giovanni Sartori, che nel corso della sua lunga carriera ha dimostrato di essere il migliore possibile in una piazza 'media' come Bologna. Facile a dirsi, più complicato a farsi, ma non c'è altra soluzione per il club se non tornare sul suo percorso per costruire una rosa adatta al calcio del proprio allenatore e con un mix tra gioventù ed esperienza per provare a tornare in Europa. La sensazione è che negli ultimi due anni si sia cercato di inseguire giocatori fatti e finiti, già con un vissuto importante, senza però trovare le pedine giuste. Gli investimenti su Erlic, Casale, Pobega e Dallinga, solo per citarne alcuni, non hanno fruttato. Se si mettono sul piatto gli 8 milioni spesi per Jhon e Sam con quelli simili spesi per Erlic e Casale si capisce il cambio di rotta non fruttifero. Meglio tornare al passato.