Tabù Dall’Ara, ma si tratta solo di catenaccio avversario?

Tabù Dall’Ara, ma si tratta solo di catenaccio avversario?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Il Bologna divide il bottino di punti raccolti quasi esattamente a metà: 23 punti conquistati in casa, 22 in trasferta. Può essere una statistica valida che segnala la capacità della squadra di vincere sia al Dall’Ara che lontano dalle mura amiche, anche se in realtà due pareggi consecutivi senza segnare iniziano a destare preoccupazione. In sintesi, tutto questo timore di giocare in uno stadio da Serie A le nostre avversarie non ce l’hanno. Diciamo che non possiamo considerarci una Juve che in massima serie vanta uno Juventus Stadium complicato da espugnare, quasi come se le avversarie andassero a Torino rassegnate a perdere. Ovvio, i paragoni con squadre di quel livello sono azzardati, ma è altrettanto vero il fatto che le corazzate non ci sono più se la Roma si fa fermare dall’ultima in classifica e il Milan rischia di capitolare in casa con l’Empoli. La tesi è relativa la catenaccio che le nostre avversarie produrrebbero al Dall’Ara, chiudendosi in dieci dietro la linea del pallone senza concedere spazi a chi, giocoforza, è chiamato a fare la partita. In realtà il Bologna ha dimostrato nel corso della stagione di poter scardinare difese ermetiche: Pro Vercelli, Varese e Cittadella non sono certo venute qui a fare la partita. Ci sta che in alcuni casi un gol in avvio abbia sbrogliato la matassa, ma anche in alcune partite terminate zero a zero (o sbloccate da errori degli estremi difensori) il Bologna è riuscito a creare numerose palle gol. L’esempio lampante è la partita con il Carpi, squadra estremamente votata alla più classica tattica italiana: difesa e contropiede. Eppure in quel caso il migliore in campo risultò Gabriel con tre parate super, a testimonianza del fatto che un Bologna rapido e veloce nella manovra può scardinare le, seppur chiuse, difese avversarie. Ecco dunque che da una parte c’è la predisposizione a fare punti in trasferta di Pescara e Ternana (gli ultimi due zero a zero) ma dall’altra anche una involuzione della manovra rossoblù, apparsa macchinosa, statica, lenta ed impacciata, forse nemmeno sorretta dalla brillantezza fisica vista durante il girone di andata. In realtà può essere una concatenazione di fattori: un Bologna meno brillante non riesce a far breccia nella difesa avversaria, e ora, vedendo i rossoblù in difficoltà, i nostri avversari ci affronteranno con la consapevolezza di poterci mettere in crisi. Va benissimo il rendimento esterno, in cui si può vincere anche giocando male (attenti alla trasferta con Cittadella, squadra imprevedibile) ma è chiaro che tanto della promozione rossoblù passa dal rendimento interno. Rendere il Dall’Ara un fortino inespugnabile manderebbe un segnale concreto a tutte le avversarie che ora vedono un Bfc stentare. A Lopez il compito di riprendere la marcia.

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