Rossi alla vigilia di Bologna-Pavia: «Domani vedremo a che punto siamo»

Rossi alla vigilia di Bologna-Pavia: «Domani vedremo a che punto siamo»

Prima conferenza stampa pre-partita della stagione per Delio Rossi. Prima di parlare della sfida di domani contro il Pavia, l’allenatore rossoblù ha voluto ricordare Harald Nielsen, scomparso ieri (e che il Bologna domani ricorderà indossando il lutto al braccio): «Se n’è andato un grandissimo giocatore che ha fatto veramente la storia del Bologna. Chi ha dato tanto come questo signore va ricordato con tutti gli onori, non puoi avere un futuro se non hai un grandissimo rispetto del passato. È morto un componente della nostra famiglia, in questo momento siamo tutti addolorati. Personaggi come Nielsen ti devono dare la molla per andare avanti, magari per alcuni giocatori possono essere l’esempio per ripercorrere quelle gesta. Mi auguro di fare anche in minima parte quello che hanno fatto dei colleghi più bravi di me: un domani mi farebbe piacere che si ricordassero che ho fatto qualcosa di importante qui nel Bologna, di far parte della storia di questa grandissima società».

Dopo il doveroso e sentito ricordo per Nielsen (che Rossi non conosceva di persona), sono iniziate le domande sulla prima partita della stagione, che il tecnico riminese non vuole assolutamente sottovalutare, da nessun punto di vista: «È importante perché è una competizione, in più domani vediamo a che punto siamo. Ho lavorato più dal punto di vista fisico, meno sulla brillantezza perché è un periodo di grandi carichi. Voglio vedere come è stato metabolizzato il tutto, anche il lavoro tattico che è stato fatto fin qui. Molto probabilmente troveremo una squadra che in questo momento è più brillante di noi, che viene da un risultato eclatante a Latina (vittoria per 4-1, ndr), però voglio vedere a che punto siamo, anche per capire dove possiamo migliorare. I giocatori hanno la possibilità di dimostrare in una partita ufficiale di che pasta sono fatti. Personalmente – prosegue il mister – tengo anche alle partite anche del giovedì, a quelle di allenamento. Per me non esistono partite di Serie A o di Serie B, per me esistono LE partite. Dovrebbe essere lo stesso anche per la squadra: se uno sceglie quanto impegnarsi in base all’avversario che si trova di fronte o alla competizione a cui partecipa, significa che ha capito poco del proprio lavoro».

Ancora una volta, ad appena 8 giorni dall’inizio del camionato, quello che scenderà in campo domani non sarà il Bologna che affronterà il resto della stagione. Questo, per Rossi, non è comunque un problema, almeno per ora: «Lo so che non siamo completi, come lo so io penso lo sappia anche la società. Io però sono abituato a ragionare su quello che è, non su quello che potrebbe essere. So che domani gioco con questi giocatori, poi se arriveranno degli altri parlerò anche degli altri, ma adesso mi interessa di quelli che ho. Per mia forma mentale, sono abituato a cercare di tirar fuori il meglio da quello che ho». Conta il campo, per Rossi, e sarà solo questo a dimostrare se la squadra, sia pur tra mille difficoltà, un carattere ce l’abbia già o meno: «Se abbiamo un animo o un carattere lo dobbiamo dimostrare in campo: qui vi posso raccontare quello che voglio, anche le mie impressioni, ma là, sul campo, non si possono raccontare bugie, o ci sei oppure no».

Non solo domande sulla squadra. Ovviamente, a Rossi viene chiesto il punto sulle condizioni e le possibilità di alcuni giocatori, prima fra tutti l’ultimo arrivato Pulgar: «Non posso dare un giudizio, è molto presto e gli stranieri devono prima metabolizzare lingua, alimentazione, luogo… Un giudizio dato adesso sarebbe assolutamente non veritiero e sarei un presuntuoso se, dopo appena 3 giorni e mentre sto preparando una partita dove non potrà giocare, pensassi di aver capito Pulgar. Questo varrà anche per eventuali altri stranieri che arriveranno: bisognerà avere la capacità e la forza di aspettarli. C’è chi matura prima, chi è più bravo, chi capisce prima, ma l’esperienza mi dice che non puoi dare giudizi affrettati. Faccio un esempio: Dybala che oggi gioca nella Juve due anni fa sembrava un altro giocatore».

Molto probabilmente il titolare della fascia destra domani sarà Alex Ferrari, non solo per le non perfette condizioni degli altri giocatori a disposizione per quel ruolo, ma anche perché Rossi sembra apprezzare le prestazioni e le qualità del ragazzo in quel ruolo: «Mi sembra un ragazzo interessante, ancora in formazione, penso abbia corsa e capacità dinamiche, quindi può fare anche il terzino, anche se il suo ruolo rimane il centrale di difesa. M’Baye ha perso qualche allenamento, soprattutto a causa di qualche guaio fisico e di qualche contrattempo (l’estrazione dei denti del giudizio, su cui il tecnico scherza un po’, ndr)».

Nei test svolti fin qui, la fascia di capitano è spettata a Robert Acquafresca, uno dei più positivi – tra l’altro – in questa primissima parte della stagione. Toccherà a lui anche domani? «Il capitano non lo scelgo io, la sceglie la squadra. È una scelta fatta con criteri come la militanza, l’età, il carisma… Uno solo si deve mettere la fascia, non dieci, ma tante volte nel corso della mia carriera mi è capitato di avere uno con la fascia anche se i veri capitani erano altri. Mi spiego: non vorrei che il capitano fosse un graduato, è uno che se la deve mettere, punto e basta, poi magari io faccio più riferimento ad altre persone nello spogliatoio che la fascia non se la mettono. Non vorrei che pensaste che il capitano sia per forza colui che rappresenta la squadra in toto, poi è chiaro che la fascia non la dai a un Cozzari, anche se gioca. Questo in generale, poi, se giocherà, molto probabilmente la fascia l’avrà Acquafresca. Sia lui che altri stanno facendo molto meglio rispetto all’ultimo periodo della scorsa stagione, quello in cui c’ero io. Ho trattato tutti non da vecchi giocatori, ma come nuovi, quando inizia una nuova stagione si riparte tutti da zero».

Ultime battute sul centrocampo, il reparto che forse, allo stato attuale delle cose, ha qualche problema – atletico e numerico – in più: «Col calcio di agosto si rischia di prendere lucciole per lanterne, c’è chi metabolizza di più e chi meno e chi entra prima in condizione. La partita di domani mi serve per fotografare tutte le situazioni, compreso il centrocampo; devo vedere come i ragazzi reggono i 90 minuti in un impegno ufficiale. Brighi e Rizzo (assenti nell’amichevole contro il Santarcangelo) saranno a disposizione».

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