Krafth: “Bologna grande club, qui per lavorare duro”

Krafth: “Bologna grande club, qui per lavorare duro”

Ci si aspetta tanto da Emil Krafth, unanimemente riconosciuto come uno dei prospetti più giovani del calcio europeo, in particolare svedese dove la nazionale Under 21 ha da poco vinto l’Europeo; un peccato che il terzino sia stato bloccato da un infortunio proprio alla vigilia di una manifestazione in cui sarebbe stato titolare inamovibile. Pantaleo Corvino ha comunque deciso di puntare su di lui, a discapito di elementi di maggior esperienza come Mesto o altri terzini accostati al Bologna negli ultimi mesi. E’ arrivato il tempo anche per Emil Krafth di presentarsi alla piazza bolognese, e gli occhi azzurri e i capelli biondi di sicuro aiutano. Per prima cosa, un chiarimento sulle sue condizioni fisiche, visto e considerato che il giocatore è stato acquistato infortunato. Tocca al dottor Sisca, ritornato in rossoblù dopo l’esperienza a Roma, chiarire il problema di Krafth: “Il giocatore viene da un problema alla schiena e ha giocato le ultime partite in Svezia sotto anti infiammatori – ha affermato Sisca – si è creato dunque un piccolo sovraccarico ma il ragazzo sta seguendo un programma personalizzato con cui lavora da due settimane, lunedì inizierà a correre in campo, prevediamo che nel giro di tre settimane possa essere aggregato alla squadra”. Precisazione dovuta, ora parola al protagonista della conferenza.

 

Emil Krafth, la sua ambizione è tanta, recentemente ha dichiarato di voler diventare il miglior terzino della Serie A giusto?

“Penso sia possibile, voglio alzare il livello del mio gioco e so che questo è uno dei campionati più difficili al mondo. Ci vorrà tempo ma voglio giocare ad alti livelli”

Quali sono le tue aspettative verso questa stagione?

“La Serie A è una delle più importanti leghe del mondo, la mia ambizione è giocare il più possibile come tutti i giocatori di calcio. Non vedo l’ora di iniziare, dimostrerò al mister quanto posso lavorare duro per guadagnarmi la maglia”

Cosa ti ha fatto scegliere Bologna?

“Penso che il Bologna sia un grande club, è una ottima opportunità di crescita, ho parlato con Antonsson e mi ha consigliato di venire per la serietà del club”.

In Italia l’aspetto difensivo è molto importante, cosa ne pensa?

“Sono un giocatore forte fisicamente e veloce, sono un buon difensore anche se so di dover migliorare ma credo di poter fare bene anche in fase di spinta”.

Ha già parlato con Delio Rossi?

“Sì, mi ha già mostrato un po’ di movimenti in campo”

Come mai ha scelto il numero 4?

“Ho scelto il 4 perché l’ho sempre avuto fin da piccolo, poi da professionista per diversi motivi ho dovuto cambiare ma il 4 lo sento più mio. In Nazionale ho il numero 2 che è il classico del terzino destro”.

A Bologna diversi svedesi sono entrati nel cuore dei tifosi, è una motivazione aggiuntiva per lei?

“Sono a conoscenza di questa cosa, non ho nessun tipo di pressione. Anzi, è uno stimolo in più”.

Ha visto le prime due partite? Come le giudica?

“Siamo una squadra giovane, la prima è stata a Roma contro una squadra forte, la seconda invece penso sia stata una partita sfortunata, i valori ci sono ma ci vorrà un po’ di tempo per amalgamare il gruppo. E’ normale che sia così, credo però che alla fine ci divertiremo”.

Qual è la sua situazione fisica?

“Avrò ancora due o tre settimane di lavoro, poi da lì cercherò di rimettermi in pari con i miei compagni”.

Ci racconti un po’ la sua storia.

“Sono nato a Lagan in una piccolissima città in Svezia, ho un fratello più grande e una sorella più piccola, per giocare mi sono spostato Osters prima e ad Helsingborgs poi. Bologna è più grande di queste due città ma non sono assolutamente spaventato e mi godrò l’avventura”.

La sua famiglia come ha accolto il suo trasferimento qui?

“Preferirebbero avermi vicino, ma sono felici per me perché sanno che è una opportunità ghiotta per la mia carriera, mi hanno semplicemente detto di seguire il mio cuore”.

Ha qualche giocatore a cui si ispira?

“Dani Alves e Alaba, guardo tanti giocatori, ma questi due sono i più completi, grandi piedi in attacco ma ottima fase difensiva”.

Come va con la lingua italiana?

“La sto studiando in albergo, ma presto andrò in una scuola specializzata per impararla meglio. Mi servirà in campo”.

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