Follia senza limite a Castelrotto

Follia senza limite a Castelrotto

Episodi che non avremmo mai voluto raccontare, ma purtroppo non ne possiamo fare a meno. L’amichevole tra Bologna e Spezia si è trasformata in guerriglia, fortunatamente si è evitato il dramma. Poco importa, perché quando si sfiora un bambino non c’è giustificazione. E così, poco prima dell’inizio del match, tifosi di Bologna e Spezia sono venuti alle mani con tanto di lancio di sassi e irruzione nel Fan Village per procurarsi materiale contundente. Le forze dell’ordine? C’erano, ma in numero insufficiente a sedare la rissa e senza le dovute misure cautelative. L’arrivo dei carabinieri in tenuta anti sommossa è stato tardivo. E dire che le due società avevano avvisato gli organizzatori del rischio che questa sfida comportava, soprattutto se disputata nel campo sportivo di Castelrotto. Invece si è giocato nel ‘Laranz’ e le conseguenza si sono viste. I bambini? Rinchiusi per sicurezza nel Fan Village, quindici minuti di ansia e tensione, con bambini in lacrime che chiedevano ai genitori di andarsene. La cronaca nera di questo fattaccio racconta di due tifosi spezzini feriti, curati dallo staff medico del Bologna. Una volta suturate le ferite, i due si sono accomodati in tribuna a seguire la partita, come se nulla fosse. In tutto questo, con le forze dell’ordine in difficoltà perché impreparate ad un degrado di questo tipo, c’è stato il moto di orgoglio di un Rolando Bianchi pronto a presentarsi a muso duro contro i violenti, con parole dure a difesa dei bambini in preda al panico. Anche il club manager Marco Di Vaio ha tentato di sedare gli animi cercando di collaborare anche con le forze dell’ordine. Distrutti i giochi per i bambini, con dieci minuti di ritardo la partita ha avuto un inizio e una fine, ma la vergogna resta eccome. Non l’ha prese bene neanche la società, o meglio, non l’avrà presa bene Joey Saputo dal Canada come lo stesso amministratore Claudio Fenucci ha ammesso ieri: “A Saputo tutto questo non piacerà” ha tuonato l’ad. No, non piacerà affatto. Si cerca di fare l’impossibile per riportare le famiglie allo stadio e riavvicinarle al calcio, ieri, invece, si sono dileguate tutte per preservare la propria incolumità. Così non va, la sconfitta è davvero di tutti.

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