Tanti auguri Bologna! Firmato, la redazione

Tanti auguri Bologna! Firmato, la redazione

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Manuel Minguzzi, Massimo Righi e Marco Vigarani, fanno i propri personalissimi auguri al Bologna in occasione del suo 104° compleanno.

“Qui in redazione avevamo pensato, per fare gli auguri al Bologna in maniera particolare, di scrivere un pezzo a tre mani riguardante il momento più emozionante, o più vivo nella nostra memoria calcistica, di questi 104 anni di storia. Il problema è nato quando, di quei momenti emozionanti, me ne sono venuti in mente decisamente più di uno. Alla fine è stato impossibile scegliere quello più indimenticabile rispetto agli altri. Per cui alla fine ho selezionato gli episodi che ho vissuto di persona, ovviamente non dimenticando mai lo scudetto del ’64 oppure il Bologna che tremare il mondo fa. Prima partita allo stadio: 3 settembre 1995, avevo dieci anni, Bologna-Perugia 1-0 con aut. di Lombardo. Fu la mia prima esultanza live e la mia prima visione dei colori rossoblù. Colpo di fulmine. Come dimenticare poi la Coppa Italia, sempre di quell’anno, contro il Milan. Uno a uno sia all’andata che al ritorno, con la conclusione ai calci di rigore. 6-7 per il Bfc con rigore decisivo di Torrisi. Poi il ritorno in Serie A, i tanti campioni passati da qui. Kolyvanov, Baggio, Andersson, Signori e potrei continuare. Ovviamente una delle stagioni che più mi rimasero impresse fu quella della splendida cavalcata dall’Intertoto alla semifinale Uefa. Già in piena estate ero davanti ai televisori per vedere le partite contro il Ruch Chorzow, perché era la mia prima esperienza con il Bologna in Europa e non me la sarei mai per nulla al mondo persa. Abbandonai la spiaggia per andare a vedere la partita. Poi nel tabellone principale avvenne la demolizione dello Sporting Lisbona, ai sedicesimi ero allo stadio contro lo Slavia Praga battuto dalle reti di Signori e Ingesson su splendido assist di Nervo. Altra demolizione, stavolta la vittima fu il Betis. Successivamente il capitolo quarti di finale contro il Lione. Ero terrorizzato, pensavo che i francesi avessero nettamente la meglio e il tiro da centrocampo di Caveglia dopo pochi secondi mi gettò nel panico più totale, ma poi la doppietta di Signori e il diagonale di Binotto misero le cose a posto. Al ritorno fu sofferenza visto che la Rai decise di non trasmetterla in diretta. Per fortuna limitammo i danni passando il turno nonostante lo stesso Caveglia me la fece sudare più del dovuto. Sulla semifinale successiva contro il Marsiglia non dirò nulla, ero allo stadio e ho vissuto le stesse vostre, comunque incredibili, emozioni. Chiudo con altri ricordi sparsi. Il tre a zero alla Juve, il due a uno di Piacentini al 94′ di un Bologna-Milan datato 15 ottobre 2000, sotto una pioggia torrenziale, il furto di Istambul con il Galatasaray (goal di Ventola) in cui non ci diedero almeno due rigori solari per chiudere con la vittoria ancora sul Milan nell’anno del ritorno in Serie A, la doppietta di Di Vaio a Torino che valse la vittoria rossoblù sull’odiatisima Juve e la rovesciata di Kone a Napoli. Quella che mi fece rompere una palla dell’albero di Natale esultando in stile Mourinho strisciando in ginocchio sotto al televisore. Questo perché il Bologna per noi sarà sempre il Bologna: la squadra che amiamo, che ci fa soffrire e per cui tiferemo sempre. Soprattutto nei momenti più difficili e complicati come questo. Forza Bologna Sempre”. Manuel Minguzzi

 

“Da piccolo quando qualcuno mi chiedeva per che squadra facevo il tifo, io rispondevo “per il Bologna”. Un po’ indottrinato da mio padre, un po’ perché mi piaceva l’idea che anche la mia città potesse avere una squadra di calcio. Ero io quello strano alle elementari, a scuola si sentiva solo parlare di Milan e Juve, perché quei tempi coincidevano con anni decisamente bui per i rossoblù, dal 1990 al 1995 il Bologna militava in B e C1, quindi è facile immaginare come nessun bambino parlasse del BFC. In casa avevamo una bandiera rossoblù che apparteneva a mio padre, che aveva i 7 scudetti cuciti sopra, che si era portato ovunque, persino a Roma, in occasione della Coppa Italia vinta contro il Palermo ai rigori. Io rimanevo affascinato da quella bandiera gigante che spesso sventolava anche fuori dalla terrazza di casa, esposta dal babbo ogni volta che il Bologna vinceva. Ma la scintilla vera scoccò alle medie, quando il Bologna giocava in C1 e il mio idolo era uno sconosciuto Carlo Nervo. Da quel settembre 1994 fu amore vero: la doppia promozione, l’adorazione per Andersson, la prima trasferta a Genova contro la Samp con doppietta di Kolyvanov, la trasferta di Coppa Uefa a Siviglia, l’arrivo di Cruz, la delusione per la retrocessione e per calciopoli, la B lunga eterna…fino alla risalita: Di Vaio, il centenario, Gaston, il fallimento scampato, fino ad oggi coi vari Panagiotis e Cristaldo, già idoli sin da tempi non sospetti. Alla soglia dei miei 30 anni (“saran trent’anni” cit.) caro Bologna, mi hai fatto sognare, soffrire, arrabbiare, emozionare e divertire: non mi resta che farti tanti auguri vecchio Bologna, sarò sempre con te!” Massimo Righi

 

“Nella gioia e nell’orgoglio di vedere ancora il Bologna in Serie A nel giorno del suo 104esimo compleanno non riesco a non provare un senso diffuso di amarezza nel vedere una storia gloriosa come poche altre nel calcio italiano che sembra non avere alcuna speranza di un futuro all’altezza. Quando da bambino sentivo parlare dell’Italia che aveva vinto i Mondiali nel 1982 non capivo, ma ogni quattro anni ho sperato davanti alla televisione consapevole di avere anche solo una piccola possibilità prima o poi di vivere sulla mia pelle quella sensazione: ci sono voluti venti anni esatti di vita ma è successo, è stato indimenticabile e ora sono io a poterlo raccontare. Quando invece ancora oggi, a cinquanta anni esatti di distanza, sento parlare dell’ultimo scudetto del Bologna non riesco neanche a provare quella lontana speranza e questo mi fa provare un misto micidiale di rabbia e delusione. Il calcio nel frattempo è cambiato e non c’è più spazio per le squadre medio-piccole ai primi piani della classifica nè esiste un piccolo barlume di speranza per poter considerare di nuovo grande il Bologna in tempi ragionevolmente brevi. I fasti da ricordare oggi sono quelli dell’Intertoto e della Coppa Uefa che ormai distano già quindici anni e che quindi le ultime generazioni di tifosi non possono neanche ricordare. Non sono solo i fatti ma anche e soprattutto la memoria collettiva a fare la storia e ormai quella rossoblù vive di colori che sbiadiscono. I sogni di gloria di un tempo lontano sono già diventati ricordi che perdono consistenza ad ogni compleanno e quindi ogni anno diventa sempre più difficile fare gli auguri al nostro Bologna.” Marco Vigarani

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