E’ festa in Piazza Grande

E’ festa in Piazza Grande

Diciannovesimo del secondo tempo, c’è un capannello nutrito di tifosi dietro il monitor di servizio che Nettunotv ha utilizzato per la diretta fiume che ha accompagnato le gesta dei rossoblù nella notte più importante dell’anno. Mbaye si fa espellere, e il risultato è di uno a uno. Al Pescara manca un gol e il pessimismo inizia a serpeggiare. Poi le emozioni, quelle vere, Da Costa salva su Lazzari e Melchiorri colpisce al 91′ la terza traversa in due partite contro il Bologna. Si capisce che il destino è dalla nostra parte ma fino a che non è finita…Ore 22.31, la palla è di Pucino e sta per scoccare l’ultimo secondo dei quattro di recupero, Fabbri porta il fischietto alla bocca e sancisce la promozione del Bologna. Da lì in poi è festa. Arrivano per primi coloro che hanno assistito dalla tv, nel giro di un’oretta la piazza si riempie accogliendo chi, dallo stadio, ha urlato a squarcia gola e continuerà a farlo fino alle 3 di notte. Riecheggiano le note di Lucio Dalla, lui che da lassù probabilmente ha protetto la porta del Bologna. Arrivano tutti, arrivano le bandiere, i fumogeni rossoblù e i cori da stadio che hanno accompagnato questa stagione. Piazza Maggiore si riempie in ogni ordine di posto, ci si stringe tutti assieme per festeggiare, dando vita ad una micro-comunità bolognese in cui tutti godono e si abbracciano, non ci sono più divisioni e non ci sono opinioni diverse, si festeggia e basta, da fratelli, tifosi e concittadini. Comincia a girare la voce del possibile arrivo dei giocatori sul pullman, l’entusiasmo sale e gli altoparlanti diffondono nell’aria le inconfondibili note di “We are the champions”, c’è gente che piange e canta come non ci fosse un domani, un turista inglese è impressionato ai lati della piazza dallo spettacolo messo in mostra da una città che sta sfoderando il meglio di se stessa, perché quando Bologna esprime la sua bolognesità non c’è paragone con qualunque altra città. 

 

Dopo un paio di ore il pullman arriva da Piazza Galvani, fatica a muoversi in mezzo alla folla ma si notano nitidamente il presidente Joe Tacopina, il sindaco Virginio Merola e l’assessore Luca Rizzo Nervo smettere per questa occasione i panni da lavoro per indossare quelli da tifoso, anche per chi fino a poco tempo fa non conosceva la categoria della squadra felsinea. Ora non importa più, il sindaco è sul pezzo e infatti poco dopo il triplice fischio al posto dello stendardo “Forza rossoblù” appare lo striscione “#conquistatA!”. E forse è proprio Merola ad essere stato conquistato dalla nuova proprietà, sostenuta fin dal suo primo sbarco a Bologna anche quando alcuni gridavano alla solita ‘puffarolaggine’ made in Bo. Ora no, si festeggia tutti assieme e la gioia rende Zuculini in grado di saltare e danzare senza soluzione di continuità nonostante l’infortunio, Masina alla Del Piero 2006 a torso nudo e il capo popolo Gennaro Troianiello sostanzialmente sul tettuccio del pullman, in mutande, a danzare da cubista provetto. 

 

Giro di piazza per i ragazzi che ricevono il tributo dei tifosi che si scatenano in cori, selfie e foto per testimoniare l’evento a cui non si poteva mancare. Il pullman esce dalla visuale ma la festa continua, perché il Bologna è tornato e non è tempo di smettere anche se le lancette segnano quasi le due. “Chi non salta juventino è”, il coro più gettonato. Stavolta come non mai Bologna ci crede, perché questa non è una promozione punto di arrivo ma tutt’altro. E’ il primo step di un lungo tragitto che può portare Saputo, Tacopina, Corvino e Fenucci a costruire un Bologna competitivo. C’è la sensazione che il meglio debba ancora venire e a sentir Saputo sentenziare al termine della partita: “Da domani cominciamo a lavorare sulla Serie A, voglio una squadra forte”, non può che far partire una lacrimuccia per chi è riuscito a rimanere impassibile nelle precedenti tre ore. Non si tratta più di sopravvivere, si tratta di tornare grandi. Il dubbio non è ‘se’ succederà ma semplicemente ‘quando’. Preparatevi, perché le feste potrebbero non essere finite qui.

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