Chi è Delio Rossi, l’uomo chiamato a risollevare il Bologna

Chi è Delio Rossi, l’uomo chiamato a risollevare il Bologna

di Manuel Minguzzi

Tocca a Delio Rossi (Rimini 1960) dare la scossa a questa squadra, tentare di infilare tre vittorie consecutive e tracciare una riga a fine stagione. Capire se basteranno per una rimonta impossibile o se invece sarà playoff. C’è poco tempo per lavorare ma Rossi dovrà trovare la medicina giusta per questa squadra. L’esperienza non manca, non si può certo dire che il nuovo allenatore del Bologna non abbia alle spalle tanta gavetta e sudore. Finita la carriera di giocatore in età abbastanza giovane (28 anni) e 31 presenze in B, Rossi inizia l’avventura da allenatore nel Torremaggiore in Promozione e poco dopo passerà alle giovanili del Foggia. Fin qui dilettanti, poi, alla prima esperienza da allenatore professionista ottiene la promozione in Serie B con la Salernitana al termine della cavalcata playoff battendo la Juve Stabia nel derby campano in finale. Il sogno di una doppia promozione sfuma l’anno dopo a Bergamo in uno scontro diretto con l’Atalanta ma Salerno è una città destinata a dargli tante soddisfazioni e a ritagliarsi un pezzo importante di storia. Due anni senza trofei a Foggia e Pescara poi il ritorno trionfale a Salerno, squadra con cui giungerà ad una storica promozione in Serie A (in quegli anni Rossi allenerà anche l’attuale club manager Marco Di Vaio). Dopo Salerno stagioni deludenti a Genova (sponda grifone) e Pescara con cui retrocede in C1. Nel 2002 viene chiamato a Lecce al posto di Cavasin ad ottenere una salvezza impossibile che puntualmente non avviene, si riscatterà la stagione successiva guidando i salentini al ritorno in massima serie. Buonissima la stagione seguente conclusa con il Lecce al decimo posto in A condita da vittorie di prestigio con Juventus e Inter. Quello era il Lecce dei Chevanton (19 reti) Bojinov, Vucinic, Ledesma e Giacomazzi. Quelle squadre in Salento vennero costruite proprio dall’attuale direttore sportivo del Bologna Pantaleo Corvino. Dopo una brevissima parentesi all’Atalanta, Delio Rossi viene chiamato nel 2005 alla Lazio dal patron Claudio Lotito. Buona stagione e qualificazione alle Coppe Europee ma le sentenze di Calciopoli fecero precipitare la Lazio che però riuscì a mantenere la categoria. L’anno successivo Rossi ottenne la qualificazione alla Champions grazie al terzo posto in campionato nonostante una penalizzazione di 11 punti – poi ridotti a 3 – per le note vicende di Calciopoli. Si ricordano otto vittorie consecutive in campionato e un derby dominato e vinto per tre a zero che portò al famoso tuffo nel Fontanone. Il 2007/2008 è meno brillante e Rossi viene coinvolto in una brutta faccenda che lo vedrà squalificato per tre giornate dalla Commissione Federale per un presunta telefonata con il suo presidente Lotito prima di una sfida con il Lecce, in cui l’allenatore, secondo le accuse, chiese di ammorbidire gli avversari. Nella stagione successiva arriva invece il successo storico in Coppa Italia e un altro derby vinto contro la Roma siglando il record – mai raggiunto dalla Lazio prima – di quattro reti segnate in una stracittadina. Lascia la Lazio per andare a Palermo dove viene esonerato dopo lo 0-7 con l’Udinese, poco dopo Zamparini decide di richiamarlo al posto di Cosmi che lo aveva sostituito; Rossi perderà poi la finale di Coppa Italia con l’Inter. Poi storia recente, Corvino lo chiama a Firenze dove avviene il fattaccio della rissa con Liajic che porterà all’esonero dell’allenatore. Il 17 dicembre 2012 viene chiamato alla Samp che guiderà alla salvezza matematica con il pareggio interno con il Catania, si ricorda però il gestaccio (il dito medio) a Burdisso in occasione di un Sampdoria-Roma 3-1. Gesto di cui Rossi si scuserà il giorno dopo. E’ proprio a maggio 2013 che firma il prolungamento di contratto fino al 2015 ma verrà esonerato a novembre dopo la terza sconfitta consecutiva in campionato. Ora il Bologna, in una situazione disperata. In bocca al lupo al nuovo mister.

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