Tutto Bologna Web Voce del Tifoso Un tranquillo e inutile finale di stagione

Un tranquillo e inutile finale di stagione

Marco Francia


Trovare voglia, stimoli e motivazioni quando si ha una classifica come quella del Bologna è davvero difficile. Lontani anni luce dalla lotta per l’Europa, anche la corsa alla salvezza dovrebbe vederci ormai solo spettatori, visti i 10 punti tondi tondi che ci separano dal trio di pericolanti formato da Genoa, Siena e Palermo, nostro prossimo avversario. Proprio le motivazioni potrebbero fare la differenza nella partita di domenica prossima: una squadra tranquilla, che probabilmente si accontenterebbe di non perdere, contro una squadra sì inferiore, ma affamatissima di punti. Con queste premesse, non è facile riporre grandi speranze nella prossima trasferta siciliana.

Nonostante la beffa di sabato sera, nessuno si è strappato i capelli, proprio perché i due punti che abbiamo perso non cambiano sostanzialmente la nostra situazione. Ben diversa sarebbe stata la reazione di pubblico, stampa e squadra se lo stesso finale l’avessimo vissuto poco più di un mese fa, ad esempio nella partita con la Fiorentina, tanto simile a quella di sabato sera, se Toni avesse fatto il suo dovere punendo la disattenzione della nostra retroguardia e pochi secondi dalla fine. Nel dopo partita, Pioli ha affermato che gli sciagurati ultimi 30 secondi contro il Torino ci impediranno di fare un campionato diverso, più ambizioso di quello che invece dovremo accontentarci di fare da qui a metà maggio; probabilmente quelle parole il mister le ha dette più per far venire l’amaro in bocca ai suoi giocatori che per reale convinzione: a cosa avrebbe potuto ambire il Bologna con quei due punti che Bianchi (e De Marco) ci hanno scippato all’ultimo respiro? A niente di più che ad un’affascinante, appassionante lotta per il decimo posto, l’ultimo della colonna di sinistra della classifica, per intenderci. Certo, meglio arrivare decimi che quattordicesimi, ma cambia realmente qualcosa? No, figuriamoci. Dal Parma al Chievo, nello spazio di quattro punti, ci sono sette squadre che nelle prossime sette partite avranno ben poco da chiedere (e da dare) a questo campionato, se non qualche punto qua e là a squadre più bisognose e affamate; non credo che i maggiori premi in denaro in palio per le posizioni di classifica migliori facciano particolarmente gola alle “inutili sette”.

Speriamo che Mister Pioli, come nella scorsa stagione, riesca a toccare le corde giuste e a far rendere al meglio i propri giocatori, alcuni dei quali, tra l’altro, già sicuri o quasi di non rimanere a Bologna nella prossima stagione. Speriamo che le ultime quattro trasferte non diventino delle gite enogastronomiche in stile Sabatiniano, che Dio ce ne scampi. Speriamo, insomma, di vedere un Bologna vivo, divertente, affamato e, magari, di assistere alla crescita di qualche nostro giocatore, soprattutto quelli che, salvo sorprese, l’anno prossimo rimarranno qui. Per ora, sembra che l’allenatore stia riuscendo a tenere in tensione la squadra, perché, nonostante i tanti errori (molti dei quali concentrati negli ultimi 30 secondi di gara), il Bologna di sabato è sembrato essere una squadra viva, mai doma, vogliosa di vincere. Se i nostri riusciranno a mantenere questo atteggiamento per le prossime sei settimane, forse riusciremo anche a toglierci qualche soddisfazione, come già avvenuto un anno fa. Nulla di indimenticabile, intendiamoci, ma forse è meglio così: sia perché vivere un’altra estate di illusioni non farebbe bene a nessuno, sia perché, a pensarci bene, più spesso sono le delusioni, specie quelle più cocenti, a rimanere scolpite nella nostra memoria: tutti ci ricordiamo come andò a finire 8 anni fa…