Finalmente ha parlato.
Non l’ha fatto in pubblico e, se doveva leggere un foglio a alta voce come nell’ultima (cosiddetta) conferenza stampa, forse è stato meglio così.
Stavolta il monologo ha preferito farlo in privato ad una ristretta cerchia di giornalisti.
E, come era prevedibile, ha parlato tanto e non ha detto niente.
In sintesi: lui è una vittima dell’andamento dell’economia globale, dei media e con ogni probabilità anche di una congiura aliena;.
Non è uno speculatore ma una persona onesta, lui ci ha messo i soldi, altrove han fatto il centro tecnico e nessuno ha detto niente, a Casteldebole ci sono dei tralicci più grossi e nessuno ha detto mai niente (ottima argomentazione oserei dire). Insomma, nulla di nuovo.
La solita mistificatoria arringa difensiva, nella quale si è dipinto come la piccola fiammiferia, tanto buona e senza un soldo.
Ci sarebbe da chiedere ad Albano perché allora si sia buttato nel calcio se sapeva di non avere i mezzi finanziari ma, “marzullianamente”, credo che in molti possano trovare la risposta nella domanda.
Intanto fuori dal “Favoloso mondo di Albano” fatto di sinceri sentimenti, tante buone intenzioni e mattoni, il Bfc è una squadra sempre più mutilata.
Perez ormai è vicinissimo al Monaco, Gilardino (non avendo soldi per riscattarlo) torna a casa da quell’altro gentiluomo di Preziosi e Diamanti probabilmente sarà venduto per appianare i conti.
Ma oltre a criticare la società, qualche tifoso ha iniziato a mugugnare anche per l’operato di Pioli nelle ultime partite. E ci può stare.
Però siamo sinceri: questa società non avrebbe mai saputo trovare un allenatore migliore, che, oltre a gestire una squadra in campo, sapesse mantenere il dovuto sangue freddo avendo un totale caos societario alle spalle.
In aggiunta, tenere in società Zanzi e mandare via Pioli sarebbe stata davvero una barzelletta.
Prima di concludere faccio un passo indietro e torno a parlare di Renda.
In un mio precedente pezzo, commentai la sua apparizione in tv, e dissi che per essere un “briscolino” nell’attuale proprietà, mi sembrava piuttosto bene informato sulle problematiche societarie (molto di più del presidente dell’associazione Futuro Rossoblu, associazione che di soldi ne ha messi più di lui).
In quella circostanza dichiarò: “Magari a Maggio arriva lo Seicco” (pronunciato proprio senza la “c”). Quell’uscita, che in un contesto drammatico come il nostro mi è parve solo una battuta infelice, questa settimana si scopre che invece un “fondo” di verità ce l’aveva, e che fondo.
Lo “Seicco”, nella realtà dei fatti, sarebbe un fondo di investimenti arabo che pare abbia davvero bussato alle porte di Casteldebole.
La trattativa la sta gestendo Intermedia e sembra che non dovremo aspettare molto per saperne l’esito.
In quest’ultimi anni una serie di persone dalle più rispettabili come Pozzo o Delvecchio ai più ambigui faccendieri come Taci e Tacopina si sono avvicinati al Bologna: sottotraccia o platealmente, ma il risultato non è mai cambiato.
E’ dall’era Gazzoni che un bolognese passa la società ad un bolognese, e anche con Porcedda c’erano ancora i Menarini in società.
È con un misto di scetticismo e disincantato che apprendo quindi questa notizia e al momento rimando l’acquisto del turbante. Ma ora che almeno questo interessamento è stato ufficialmente confermato (al contrario di quella di Volpi), ci tengo a concludere riproponendo questa dichiarazione del Presidente rilasciata qualche mese fa: “Abbiamo il dovere di non precludere un futuro più radioso al Bologna”.
La piccola fiammiferaia e lo "Seicco"
Speriamo se lo ricordi e che sia la volta buona, perché in caso contrario vorrebbe dire che l’anno prossimo saremo senza petroldollari e senza Diamanti.
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