Non è purtroppo arrivata nessuna sorpresa dagli incontri con la Roma e il Milan. I pronostici sono stati “rispettati” ed il bottino della squadra è rimasto a zero punti.
La metamorfosi
Però c'è un però.
La squadra vista in campo, in entrambe le partite, è una squadra “quadrata”, che s'è difesa coi denti ma che è riuscita anche ad arrivare nei pressi della porta avversaria più volte e con una certa pericolosità; un gruppo che ha dato tutto, nonostante gli evidenti e generalizzati limiti tecnici. Insomma, tutto il contrario della squadra smidollata vista nelle ultime partite prima della partenza di Pioli. Col Milan stava per scapparci addirittura il puntaccio prima che Balotelli non imitasse il mago Silvan e pescasse il coniglio dal cilindro (ad onor del vero, impallinare il portiere dalla distanza è uno dei colpi del suo repertorio).
Il merito di questo “miracoloso” cambiamento è indubbiamente anche del sergente Ballardini, ma non si può fare a meno di pensare che le partenze prima di Pioli e poi di Diamanti abbiano maggiormente responsabilizzato la squadra che ora, senza alcun alibi nonché più povera di tecnica e di fantasia, deve almeno essere più operaia, stakanovista e compatta che mai. Detto questo, sia chiaro che sarebbe stato molto meglio che Diamanti fosse rimasto. Ma molto meglio. E aggiungo che credo a quanto ha dichiarato Alino stesso pochi giorni fa, quando ha “rivelato” che tempi e modi della sua cessione non sono stati stabiliti da lui. Anche perché l'alternativa sarebbe credere al presidente, che aveva scaricato ogni colpa sulla sostanziale avidità del giocatore (n.d.r. il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, quando una persona attribuiva agli altri i propri difetti, parlava di “proiezione”).
Comunque, archiviate le “grandi” ora incontreremo nell'ordine Verona, Sassuolo, Livorno, Cagliari, Chievo ed Atalanta. Anche se il Verona è sopra al Milan in classifica (e andiamo a casa loro a giocare), annovero la nostra prossima partita in quella striscia in cui il Bologna deve assolutamente fare punti; perché gli scaligeri saranno anche una bella squadretta ma hanno dimostrato (soprattutto dall'inizio dell'anno solare) di essere tutt'altro che imbattibili. E da questa striscia complessiva di sei giornate il Bologna dovrà tirare fuori almeno 10 punti. E, auspicabilmente, 6 dovrebbero sbucare proprio dalle sfide con Livorno e Sassuolo, perché essendo queste ultime nostre dirette concorrenti sono punti che, nel caso, varrebbero doppio; e questo senza considerare l'effetto galvanizzante che avrebbero tali vittorie.
Le prossime sei giornate sono quelle che andranno a decidere il destino di questa compagine che finalmente possiamo chiamare squadra, senza essere troppo lontani dalla verità visto che, addirittura, anche Krhin si è messo a lottare sui palloni...
Fino alla fine, Forza Bologna.
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