Tutto Bologna Web Voce del Tifoso In fondo in fondo...

In fondo in fondo...

Redazione TuttoBolognaWeb


La settimana della verità. O meglio, la 5 giorni della verità perché, con grande ‘’sorpresa’’ generale, anche stavolta Bologna-Fiorentina è stata rinviata, come successe nel 2009 e come fu già l'anno scorso. Ma andiamo con ordine. La novità clamorosa è stata che stavolta la neve ci ha aiutato, consentendo al Bologna di recuperare qualche pedina acciaccata e influenzata e di giocare con il grande vantaggio di conoscere già i risultati positivi arrivati dagli altri campi. Dunque, il clima che si respirava alla vigilia del tormentato derby degli Appennini era il più classico ‘’ora o mai più’’: fare risultato contro la temibile Viola di quest'anno (dotata, a mio avviso, del secondo centrocampo più forte d'Italia) avrebbe significato allontanarsi quasi del tutto dalla zona retrocessione, perdere, viceversa, avrebbe aperto l'ennesimo e giusto dibattito su questo Bologna che fallisce sempre gli esami decisivi. Con immensa gioia di Pioli (un po' meno dei tifosi presenti allo stadio, al freddo e al gelo) si è giocato di sera: il mister parmense non ha mai nascosto di preferire le partite in notturna e, a guardare lo score del Bologna in questi primi 16 mesi di sua gestione, c'è da credergli. E, udite udite, dopo 40 giorni dalla sciagurata spedizione milanese di Coppa Italia, s'è tornato a giocare di martedì, giorno con il quale il BFC era in chiaro credito con la fortuna. Proprio in onore al Dio della guerra Marte, il derby si è presentato fin da subito come una battaglia: Gabbiadini colpisce un altro palo porta-fortuna (dopo quello contro l'Atalanta... e ricordiamo tutti l'esito, no?), e Cuadrado si divora un gol clamoroso sottoporta, dimostrando che forse il suo nome è un omaggio ai piedini che si ritrova. Meglio così, dato che sarebbe stata una rete irregolare. Ma purtroppo la qualità nel calcio non è un dettaglio: la Fiorentina, seppur orfana di Pizarro, ha un centrocampo fantastico che fa girare le palle (in tutti i sensi) con una velocità unica e alla seconda occasione non ha perdonato, passando in vantaggio con Ljajic (e il dramma è che stavolta Delio Rossi non è nei paraggi). Il Bologna annaspa ma non affonda: Gilardino dimostra che non è in giornata, Diamanti sembra (il verbo è d'obbligo... ) il gemello scarso e nervoso del giocatore che conosciamo, dietro ballano un po' tutti e il centrocampo, per i motivi di cui sopra, non riesce a competere con quello viola. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per l'ennesimo ‘’delitto perfetto’’, la solita partita che il Bologna avrebbe perso di misura con immenso rammarico generale. Ma un momento, giocavamo in casa! E così, nel secondo tempo rientrano tutti con un'altra faccia, tant'è vero che Morleo, causa un tonfo sulla linea di demarcazione dell'area di rigore, è diventato Cristiano Malgioglio e Motta si è travestito da Gilardino e insacca di testa sulla pennellata di un Diamanti tornato in sé. Motta pareggia e si capisce che il Bologna non è... motto. E per restare in tema, Pioli fa esordire (finalmente!) il buon Lazaros, dal colorito anemico e dai piedi non fatati (almeno così sembrava dalle prime occasioni sbagliate... ). La Fiorentina è alle corde e Montella, bontà sua, toglie elementi che erano stati pericolosi, come Migliaccio (per la gioia dei cronisti che lo stavano confondendo con Borja Valero dal primo minuto!), l'autore della rete e Pasqual, buttando nella mischia, in ordine sparso, Larrondo (che con Cuadrado dà vita a una coppia molto ‘’geometrica’’), il redivivo Sissoko e... Luca Toni. Grazie Montella, poi capirai dopo perché, caro lettore che magari hai preferito guardare ‘’Ballarò’’. E, a proposito, a ballare stavolta sono i viola. Sull'eccellente incursione trionfale di Diamanti, dopo un rinvio così così della difesa ospite (grazie al grande contributo di un Taider molto positivo al rientro dopo l'ennesima mano fratturata), l'uomo dal cognome lungo quanto i titoli dei film di Lina Wertmuller sfodera un destro fantastico da fuori area che buca Viviano, il cui secondo ritorno da ex a Bologna, stavolta, è amarissimo. L'esultanza del greco ‘’di scorta’’ è in stile Drogba e in effetti l'emozione che ci ha regalato vale per noi tanto quanto un gol in Champions. Nel finale c'è tempo per l'assalto finale della Fiorentina ma, come dicevo prima, per fortuna c'è Little Toni che da zero metri si divora un gol ancora più ‘’immangiabile’’ di quello del primo tempo dell'esterno colombiano: si può parlare di un Bologna un po' fortunello ma, tra gli scempi della notte di Coppa di qualche martedì fa, e i legni contro la Roma che ancora tremano, senza citare le tante trasferte perse non del tutto meritatamente, devo dire che giustizia è stata fatta. I rossoblù passano e come già nello scorso campionato, il derby rinviato è stato un toccasana: scommettiamo che la Fiorentina tra un anno vorrà giocare anche se il campo sarà soffice e bianco come la superficie del Pandoro? I 3 punti di martedì hanno consentito un grande balzo in classifica dei rossoblù che adesso sono a +8 sulla zona rossa (con ancora il bonus di un'altra partita interna) e per il momento si scalzano anche dallo scomodo ruolo di ‘’squadra sulla quale fare la corsa per salvarsi’’, nell'ottica delle varie Palermo, Siena e Pescara. E se spesso si parla male di questo Bologna sempre col fiatone, c'è da dire che non è poi così male, almeno quello di oggi. Già, perché mentre in campo Diamanti e compagnia bella si fanno onore rispedendo al mittente le critiche del dopo-Catania, fuori, nell'ambito ‘’carta bollata’’, cominciano a inseguirsi le prime voci che di solito, ogni anno, girano in primavera e parte l'elenco dei papabili e presunti acquirenti del Bologna. La novità del momento è che si parla addirittura di un fondo internazionale con investitori arabi! Roba da far impallidire i ‘’Paperoni’’ italiani, insomma. Ma i tifosi del Bologna, a queste chiacchiere, rispondono con un sonoro ‘’taci’’, inteso come voce verbale e non. Mi spiego, vero? Troppi sogni infranti negli ultimi anni per credere alle favolette, a maggior ragione stavolta che di mezzo ci sono tuniche bianche e turbanti. Di turbante c'è già la vicenda Zanetti, con il ‘’signor Segafredo’’ che ormai da queste parti viene atteso come il Messia da parte degli ebrei. Insomma, tra fondi del caffè, fondi arabi e fondo della classifica che si allontana, la soddisfazione del giorno che scalda le gote di noi tutti è una sola: non siamo malaccio, in fondo in fondo...