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Dimenticare Catania e pensare positivo

Giacomo Bianchi


Niente di nuovo. A Catania si è visto un Bologna che ha giocato "da Bologna". Per l'ennesima volta in trasferta la squadra si è limitata a "guardare" gli avversari e a provare a limitare i danni. Della partita si può dire ben poco, sembrava un copione già scritto ed una gara già vista e rivista più e più volte. Nel primo tempo gli etnei hanno dominato in lungo ed in largo ed il fatto che il gol sia arrivato soltanto allo scadere è stato più un caso che altro. Sicuramente nella ripresa ci si sarebbe aspettato un Bologna più arrembante ed in cerca del pareggio. Ma per fare gol bisogna creare, e la squadra ha nuovamente dimostrato che senza le giocate di Diamanti a spaccare in due la difesa avversaria, segnare diventa una fatica enorme. E non mi si venga a dire che il ragazzo ha giocato male perchè sente le voci di Spalletti che lo chiamano continuamente dalla Russia. Purtroppo per questo Bologna, anche lui è umano e non ci si può aspettare che risolva sempre la partita con una punizione, un gol o un assist per i compagni.

Escludendo la prestazione di qualcuno dei singoli, sui quali non mi sembra doveroso soffermarsi, il grande problema è stato un altro: nella parte centrale del secondo tempo la squadra sembrava rassegnata alla sconfitta; mancavano la cattiveria e la voglia di lottare e provare ad agguantare il pareggio. Perdere a Catania ci può stare, è fuori discussione. Ma farlo senza neanche provarci non è un bel segnale.

Bisogna assolutamente dimenticare la gara passata e concentrarsi su domenica, sul derby dell'Appennino. La Fiorentina ha impressionato contro l'Inter. Una squadra organizzata, quadrata, che gioca a calcio e con un allenatore come Montella che non lascia nulla al caso. Dopo una grande partenza in campionato ha avuto una logica flessione, ma ora sembra in ripresa. C'è Viviano a guidare una difesa che pare abbastanza compatta, e ci sono Borja Valero ed Aquilani in mezzo al campo che stanno dimostrando che i sacrifici estivi di Pradè (e soprattutto) Della Valle sono serviti; ma soprattutto c'è un attacco che, obiettivamente, può fare molto male: Jovetic è ormai una sicurezza per il nostro campionato, Ljaic è maturato rispetto agli ultimi anni (saranno state le sberle di Delio Rossi?) e Cuadrado con la sua velocità può impensierire chiunque. Se la "Viola" dovesse giocare con lo stesso schema di domenica scorsa (4-3-3), forse non è del tutto congeniale che i rossoblù si dispongano con i tre uomini in difesa. Ma sono solo punti di vista e fare gli allenatori da fuori è molto più semplice. Sarà Pioli a scegliere le carte giuste ed il modo giusto per affrontare questa squadra. E bisogna farlo a viso aperto, senza avere paura. Bisognerebbe ripetere la gara contro la Roma: "difendere" (magari un pò meglio che contro la squadra di Zeman) e ripartire veloci, sperando di colpire ed essere incisivi.

Magari sarà un Bologna spumeggiante, sotto gli occhi di questo famoso "mecenate" che Morandi ha tanto invocato. Guaraldi negli ultimi giorni ha provato a fare chiarezza sulla situazione societaria, ammettendo che gli stipendi verranno pagati senza problemi da qui a giugno. Ci sarà anche questo famoso aumento di capitale? Staremo a vedere. Certo, al giorno d'oggi, dopo gli avvenimenti che sono successi (le cessioni di Gillet, Portanova e Ramirez su tutti e le parole sul nuovo centro tecnico), non è facile fidarsi, anzi è praticamente impossibile. Ma ci si provi, per una volta. E se questo tanto ricercato "mecenate" dovesse arrivare, ben venga. Purchè si tratti di una persona seria e con della voglia. Di Taci e Porcedda, per quanto pochi, ne abbiamo già avuti abbastanza.