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Che ne sarà di loro

Giacomo Bianchi


Il Bologna visto a Palermo è sembrato una squadra con voglia di fare, che non ha spinto sull'acceleratore ma che allo stesso tempo non ha “regalato” i tre punti ad una squadra che invece della vittoria aveva bisogno assoluto. Come era giusto che fosse e come i mister chiedeva, i rossoblù hanno fatto la loro partita, sono andati in difficoltà sull'assalto iniziale dei rosanero, hanno resistito alle invenzioni di Ilicic e compagni, hanno trovato il pareggio con un regalo di Sorrentino e hanno poi controllato la partita, cercando anche di proporsi in avanti. Senza mai strafare, questo è stato palese, ma neanche con lo spirito di una squadra che pensava di più al caldo e al mare che all'impegno della partita.

Alla fine ne è venuto fuori un pareggio più che giusto per quello che si è visto in campo, un pareggio che rende felice Pioli e che, anche se non si è ancora alla fantomatica quota dei 40 punti, rende ancora più leggera, se ce ne fosse stato bisogno, la mente dei giocatori.

È tornato a segnare Manolo Gabbiadini, un altro dei nomi caldi del mercato di quest'estate. Complessivamente la stagione del ragazzo non è stata per niente negativa: un inizio un po' zoppicante anche per via dell'andamento generale della squadra, un grande inverno nel quale la Juve aveva pensato addirittura di riportarlo a casa (ma Marotta ha preferito l'esperienza di Anelka..buon per il Bologna.), una successiva flessione che gli è costata anche il posto da titolare ed un finale di stagione ancora da verificare. Il suo destino sembra scritto e legato all'inevitabile ritorno in bianconero. Ma a Torino, di fatto, cosa farebbe? La filosofia che sta prendendo largo in casa Agnelli è quella di vincere, senza aspettare. E Conte ha dimostrato che dei giovanissimi non si fida molto. Manolo, sicuramente affascinato dall'idea di lottare per il titolo e respirare l'aria della Champions, rischierebbe di finire nel dimenticatoio per diventare poi, col passare del tempo, una pedina di scambio per arrivare ad altri. E quindi, perché non provare a rinnovare il prestito? Perché, visti gli idilliaci rapporti con la dirigenza bianconera, non cercare un accordo che possa prevedere la permanenza del ragazzo a Bologna, ambiente che, a suo dire, gli sta dando tanto? Sarà l'estate a parlare: si tratta solo di fantamercato e di sogni, visto che il ragazzo di Begamo al Dall'Ara, dalla prossima stagione giocherà solo da avversario.

Ma non è tutto: da chiarire, sempre con la dirigenza bianconera, anche la situazione di Soerensen e Taider. Entrambi in compartecipazione tra le due squadre, entrambi col “rischio” di diventare completamente della Juve ed entrambi con la stessa prospettiva di Gabbiadini. Il difensore ha dimostrato di potere essere una pedina importante per lo scacchiere di Pioli ed una validissima alternativa alla coppia centrale del momento. In questa stagione sta maturando l'esperienza che serve ad un difensore centrale, quell'esperienza che viene solo giocando e assaggiando il campo. Taider ha vissuto una stagione molto altalenante ma ultimamente sembra avere trovato un buon equilibrio. In mezzo al campo è un giocatore utile, discreto ad interdire e bravo ad inserirsi senza palla, gioca senza paura e si sta guadagnando eccome (dopo le giuste critiche di inizio anno) il posto da titolare e la fiducia di Pioli. Pian piano mezza Europa si sta accorgendo di lui, e l'interesse di un'industria di giovani talenti come il Borussia Dortmund, dice tutto.

Stiamo parlando di tre giovanissimi veramente interessanti, tre ragazzi con un futuro più che roseo davanti a loro. Ma se questo futuro, almeno nell'immediato, fosse tinto di rossoblù, forse, sarebbe un bene per loro. Ma anche per noi.