Una settimana fa avevo parlato di un’occasione irripetibile, che il Bologna avrebbe dovuto sfruttare ad ogni costo… beh, meglio di così non poteva andare! Martedì sera è arrivata la vittoria in rimonta contro la Viola, grazie ad un secondo tempo di straordinaria intensità e qualità, domenica abbiamo potuto godere di un graditissimo bis, arrivato forse anche grazie ad un Cagliari con la pancia piena, ma che il Bologna ha voluto ottenere a tutti i costi. Il tutto condito da gol bellissimi, meravigliosi, a partire da quello di Lazaros “Alzati e cammina” Christodouloupolos martedì e proseguendo con quelli di Taider, Diamanti e Pasquato ieri l’altro. Grazie a questi 6 punti, il Bologna si è (momentaneamente) tolto dall’impaccio della lotta per non retrocedere e, nonostante un calendario che adesso non ci sorride, può guardare al futuro con un po’ più di serenità.
In questi giorni di euforia si è parlato bene di tanti giocatori: nonostante la cessione di Portanova, la difesa, pur non essendo irreprensibile, regge bene, forse anche perché la presenza di Curci ha dato un po’ più di sicurezza a tutto il reparto, forse perché a centrocampo Perez e (ogni tanto) anche gli altri garantiscono un filtro più efficace, o forse un po’ per tutte e due le cose; in attacco, come fatto notare da più parti, il Bologna è la squadra più prolifica del girone del ritorno, grazie alle 17 reti segnate in 8 gare. Giustamente, meriti ed elogi sono stati rivolti a capitan Diamanti (non voglio nemmeno pensare al fatto che se ne vada l’anno prossimo) e alla neonata colonia greca, ma io rimango sempre più stregato da un giocatore che, pur non essendo riuscito a segnare, pur non essendo spettacolare e bello da vedere, pur avendo un taglio di capelli che mi lascia sempre più perplesso, è sempre più fondamentale per questa squadra: sto parlando ovviamente di Alberto Gilardino.
Ricordo come fosse ieri il modo in cui venne accolto da critica e tifosi a fine agosto, quando il suo acquisto venne ufficializzato. Alcuni cronisti, in particolare, si lasciarono andare a sentenze a dir poco avventate: “È bollito”, o ancora “Da Genova mi parlano di un giocatore obeso, fuori forma, finito”, e simili. È vero, la piazza era in pieno clima di contestazione nei confronti della dirigenza, a causa della cessione di Ramirez e di una gestione societaria scellerata; ma, per fortuna, quei commenti poco lucidi si sono rivelati sbagliati, fuori luogo. E non è tanto per i 10 gol segnati, che pure pesano e non poco sulla classifica e sulla stagione del Bologna: è soprattutto perché Gila è tutto meno che un giocatore finito; Gila lotta, si sbatte, carica i compagni e li aiuta nei momenti di difficolta, sopporta il fatto di ricevere pochi palloni giocabili, sbuffa quando le cose vanno male e gode quando vanno bene; in poche parole, ha già la maglia rossoblù, quella del Bologna, cucita addosso e, non a caso, è già diventato un idolo per i tifosi e per la città. Gilardino è un leader, per rendere al 100% ha bisogno di sentirsi importante, fondamentale, e forse è anche per questo che qui a Bologna ha ritrovato la sua dimensione, che la sua fame di vittoria è tornata fuori; una fame di vittoria che, ahinoi, avevamo conosciuto ai tempi in cui giocava al Parma e che si era forse un po’ sopita quando Gilardino vestiva la maglia del Milan; maglia con cui, è bene ricordarlo, è stato in grado di vincere una Champions’ League.
Bologna è la piazza giusta per Gila e Gila è il giocatore perfetto per Bologna; una città che ha tanta voglia di sognare e che ha la capacità, forse come nessun altra, di legarsi indissolubilmente ai personaggi che sappiano renderla grande. Gila ha bisogno del Bologna come il Bologna ha bisogno di lui: che Bologna sarebbe senza Gila? La società, qualsiasi società prenda in mano il nostro Bologna, dovrà fare tutto quanto in suo potere per regalarci ancora uno, due o tre anni insieme ad un giocatore straordinario come Gilardino, ancor di più se dovesse arrivare un’offerta davvero (ma davvero) irrinunciabile per Mago Alino. Bologna merita una coppia del genere, non deludeteci ancora una volta!
Che Bologna sarebbe senza Gila?
© RIPRODUZIONE RISERVATA