Il 15 maggio 1927, esattamente 87 anni fa, Torino-Bologna fu caratterizzata dai macroscopici errori dell’arbitro Pinasco. A quei tempi non c’era nemmeno la moviola ad inchiodare l’operato del direttore di gara, ma la partita (valida per il girone finale del campionato e vinta dal Torino per 1-0 con gol di Libonatti) venne addirittura annullata e fatta ripetere. Il 3 luglio, data scelta per il recupero, vinsero nuovamente i granata con lo stesso risultato (rigore di Balacics) aggiudicandosi matematicamente lo scudetto 1926-27. Per un curioso gioco del destino, a quel punto mancava soltanto un turno del girone finale, con in programma proprio Bologna-Torino: i rossoblù superarono i granata per 5-0 al Littoriale classificandosi al secondo posto davanti alla Juventus. A campionato concluso, però, scoppierà il “caso Allemandi” (terzino della Juventus al centro di un intrigo volto a favorire la vittoria del Torino nel derby piemontese) e lo scudetto verrà revocato, senza comunque essere assegnato al Bologna (pur avendone il diritto) per decisione di Leandro Arpinati, presidente della Figc e tifoso rossoblù, che non vorrà correre il rischio di apparire troppo “bolognese”.
1927: polemiche arbitrali. I tempi non cambiano...
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