Tutto Bologna Web Primo Piano Zanetti dà scacco matto a Guaraldi

Zanetti dà scacco matto a Guaraldi

Redazione TuttoBolognaWeb

Sconforto e delusione sono state le prime emozioni che chiunque ami il Bologna ieri sera ha provato durante la lettura della nota diramata da Massimo Zanetti. Perse le speranze, il mondo rossoblù appariva subito pronto a scomparire proprio a pochi giorni dal 50esimo anniversario dell'ultimo scudetto. Basta però prendersi pochi minuti per rileggere le parole usate dall'imprenditore veneto e collegarle a quelle usate dal Bologna poche ore prima al termine del Cda per collocare tutto nella giusta prospettiva. Prima Guaraldi e soci dichiarano di voler "procedere regolarmente nell'attività della Società e lavorare in un clima di ristabilita serenità" ritrovando improvvisamente l'unità dei giorni in cui esultarono pubblicamente per la cacciata di Massimo Zanetti nel 2011 e in una certa misura prendendosi anche la libertà di forzare la mano del ricco salvatore invocato solo pochi giorni prima ("Ora attendiamo con speranza che Zanetti possa fare qualcosa" Scapoli dixit). Ecco che allora mister Segafredo replica a stretto giro di posta che "un investimento così importante non presenta i presupposti di compatibilità e sostenibilità" quindi di fatto augura buona fortuna agli ex compagni. In pratica Guaraldi durante il Cda non ha minimamente prospettato le due dimissioni ma addirittura ha proposto la possibilità di procedere autonomamente affidandosi a nuove linee di credito che permetterebbero di avere un anticipo sui soldi dei diritti tv, saldare le pendenze entro fine giugno, sbloccare il tesoretto fermo in Lega e quindi saldare i debiti ovviamente pagando il dovuto interesse. In questo modo nessuno dei soci del Bologna dovrebbe andare in tasca nè per un aumento di capitale nè tantomeno per far fronte agli oneri immediati (stipendi, Irpef e iscrizione alla Serie B) ma si continuerebbe a fare calcio esattamente come si è sempre fatto negli ultimi anni: vivendo alla giornata. Usare la liquidità dei diritti tv per la gestione ordinaria e gli introiti del mercato per sopravvivere è esattamente il modus operandi che ha condotto il Bologna dalla tragedia sfiorata dell'era Porcedda a quella ineluttabile firmata da Guaraldi. Questo gioco però non piace a Massimo Zanetti che aveva chiesto agli "amici del Bar Margherita" un gesto di responsabilità per valutare un aiuto più o meno concreto, non necessariamente un ritorno da azionista di maggioranza: dare il controllo della gestione a uomini di fiducia (Gabrieli, Baraldi, Serafini) e saldare tutte le pendenze in essere per chiudere la stagione con le loro forze. Chi però in questi tre anni non ha mai contemplato l'idea di un aumento di capitale (accettando però stipendi e gettoni di presenza) ha deciso di provare ancora a fidarsi di Guaraldi, l'illusionista in grado di convocare di mercoledì i tifosi per fare promesse poi infrante al venerdì. E allora Zanetti ha deciso di giocare secondo le sue regole dando scacco matto a Guaraldi, ha sfidato tutti i soci di questa malandata compagine a provare davvero ad andare avanti con le loro risorse oppure a svelare immediatamente il bluff. Se davvero ci si fida delle ipotetiche risorse trovate da Guaraldi che si vada avanti anche a costo di dover portare entro poche settimane i libri contabili in Tribunale per dichiarare fallimento e pagarne tutte le conseguenze del caso. Altrimenti che ci si prenda la responsabilità di pagare per i propri errori, impegnarsi a coprire i buchi impegnando beni di proprietà personale e poi ci si faccia da parte lasciando commissionare il club da uomini che possano garantirne la corretta gestione ed avviarne il risanamento. Ora è Zanetti a condurre il gioco e non c'è più spazio per frasi concilianti o perdite di tempo perchè entro il 12 giugno si deve ridare vita al Bologna oppure celebrarne il funerale. Un ultimo gesto di cui Guaraldi e tutti i suoi compagni di avventura dovrebbero rispondere agli occhi di un'intera città.