Continuano i problemi del Bologna, quello dichiarato cioè “vendere” e quello non, cioè “comprare”. Perché il Bologna deve certamente smaltire i famigerati esuberi, ma deve anche rinforzarsi. Troppi gli addii e pochi i rimpiazzi arrivati, bisogna quindi bilanciare le due cose se non si vuole arrivare ai nastri di partenza, cui non manca molto, impreparati. Sistemati alcuni giovani, la parte meno complessa, si passa ai grandi e qui le cose cambiano: Pulzetti si allena già col Siena, ma gli altri? Casarini costa troppo di stipendio per chi lo vuole, Abero non andrà a Bari, perché ha declinato l’offerta dei “galletti”, Gimenez non ha mercato e per Acquafresca ci sono interessi troppo timidi da parte di Livorno e Hull City. Sicuramente è critica e intasata la situazione alla voce “uscite” ma ciò non può bloccare la campagna rinforzamenti. Questo Bologna necessita assolutamente di due esterni bassi perché i rossoblù hanno mostrato delle carenze nelle due corsie, in particolar modo quella di destra. E attenzione, che non si ammali Morleo. Inoltre serve un incontrista. Perez? Si, ma che non venga a sostituire Taider, si tratta di due giocatori diversi e che l’anno scorso si completavano, l’uno quindi non deve escludere l’altro. Inoltre serve un attaccante esterno, che sia il tanto agognato Grozav o qualcun altro, rimane il fatto che manca quel giocatore che salta l’uomo e che, soprattutto, sia funzionale al gioco di Bianchi: in soldoni, serve quell’ala che da tanto tempo ormai decantiamo come indispensabile. Facendo gli scongiuri, bisogna anche augurarsi che Curci stia bene e non ripercorra l’annata scorsa dal punto di vista fisico, altrimenti manca anche un portiere. Serve quindi ancora molto a questo Bologna, bisogna però capire quanti giocatori possono ancora arrivare realmente perché non bisogna dimenticare che le esigenze della rosa, non collimano con le esigue finanze del club. Ma d’altra parte sta nella dirigenza allestire una squadra che sarà low cost, ma che al contempo non sia incompleta. Una cessione eccellente potrebbe sì dare fiato alle casse ma a quel punto la società reinvestirà? Finora non l’ha fatto, quindi è difficile pensare che succederà. Inoltre, vendendo un pezzo pregiato si deve poi rimpiazzarlo perché ci si va ad indebolire ulteriormente. Morale, vendere è giusto soprattutto per liberarsi di certi giocatori fuori dalle rotazioni e quindi pesanti per il bilancio, ma senza dimenticare che bisogna completare una rosa che fra 19 giorni scenderà in campo al San Paolo di Napoli.
Vendere, senza dimenticare di rafforzarsi
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