Non si tratta di forzature giornalistiche o di calcare troppo la mano, ma quella che inizia oggi e che si concluderà domenica a Reggio Emilia sarà una delle settimane più importanti della storia recente del Bologna. Trovarsi a lottare per riprendere per i capelli una stagione già a metà ottobre infatti è qualcosa che va oltre la semplice battaglia di fine campionato visto che perdere contro il Sassuolo causerebbe una reazione a catena difficile da arrestare e danni gravi ad ogni livello.
Una settimana per evitare il caos
La squadra non può incassare un altro risultato negativo contro una squadra sicuramente inferiore senza poi perdere fiducia nei propri mezzi e coesione al proprio interno. Un gruppo di sportivi fonda la propria identità collettiva e le motivazioni di un'intera stagione sui risultati del campo: se essi sono scarsi allora inizia a vacillare tutto. Senza dire che alcuni protagonisti o presunti tali (come i deludenti Bianchi e Della Rocca ma anche Curci e Antonsson) rischierebbero di vedere definitivamente compromesse le loro possibilità di tornare di nuovo in campo in tempi brevi.
Il tecnico Pioli vede un dibattito piuttosto acceso attorno a sè e alla possibilità di esonerarlo sia per le colpe più o meno gravi che gli vengono riconosciute sia per dare una scossa forte ad un ambiente apparentemente apatico. Un risultato negativo contro il Sassuolo sarebbe la classica goccia in grado di far traboccare il vaso e, nonostante qualsiasi giustificazione plausibile delle difficoltà in cui egli si trova a lavorare, il licenziamento immediato dell'allenatore potrebbe essere praticamente una scelta obbligata. E per Pioli un fallimento farebbe sicuramente molto male.
Guaraldi e i suoi soci non solo dovrebbero mettere subito a libro paga un nuovo staff tecnico mantenendovi anche Pioli ed i suoi collaboratori, ma vedrebbero anche avvicinarsi pericolosamente lo spettro di una retrocessione che farebbe crollare il fragile equilibrio economico inseguito in questi anni. La Serie B non porta i soldi necessari a mantenere una società di calcio senza fare aumenti di capitale e allora bisognerebbe attrezzarsi subito per operare sul mercato a gennaio (magari con un vero direttore sportivo) allo scopo di evitare la retrocessione: in ogni caso bisognerebbe spendere.
I tifosi infine avevano annunciato una contestazione totale già in caso di risultato negativo contro il Verona ma al Dall'Ara i fischi sono stati rivolti ancora prevalentemente alla dirigenza. È lecito però attendersi un buon esodo di bolognesi per la trasferta di Reggio Emilia e qualora anche il Sassuolo riuscisse ad umiliare il Bologna è praticamente scontato un fuoco di critiche completo senza esclusi. Per un vero tifoso però la contestazione è la parte più dura e sgradevole del mestiere ed è facile prevedere che chiunque ami il rossoblù preferirebbe evitarla per continuare a sperare.
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