Oltre ogni scaramanzia ormai non c'è più nessuno disposto a pensare neanche nel più pessimista degli incubi che il Bologna possa ancora rischiare la permanenza in Serie A. Non solo sono troppi i punti di distacco dalla zona retrocessione, ma è anche troppo evidente il divario di condizione psicofisica che distacca i rossoblu dalle squadre di bassa classifica. A livello puramente tecnico infatti oggi il Bologna è davanti a squadre che hanno qualità importanti, ma che non sono gestite da un allenatore come Stefano Pioli. Oltre i gol e gli assist dei calciatori, questa salvezza infatti è in gran parte opera del lavoro del mister rossoblu che per il secondo anno consecutivo è riuscito a trovare la chiave giusta per trasformare la sua rosa in una squadra ed esaltare le poche buone individualità messe a sua disposizione. Paradossalmente quest'anno Pioli addirittura è sembrato meno impeccabile nella lettura delle partite e soprattutto ha avuto bisogno di più tempo per capire davvero il vestito migliore da far indossare al suo Bologna, ma alla fine i risultati sono assolutamente dalla sua parte. Le esplosioni di alcuni giovani, la crescita esponenziale delle prestazioni e la perenne sensazione di totale unità di intenti da parte dell'intera rosa anche nei momenti più difficili sono solo alcuni dei fattori che legittimano ancora una volta l'operato dell'allenatore e lo pongono tra i primi in Italia. Se ancora non siete convinti di quanto sia stato importante il lavoro di Pioli, esaminate la gestione tecnica delle dieci squadre che si trovano sotto al Bologna in classifica. Soltanto altre tre hanno scelto di non esonerare il proprio mister (Torino, Atalanta e Parma), mentre invece in quattro hanno preferito affidarsi a un nuovo allenatore nel corso della stagione: la Sampdoria è passata da Ferrara a Rossi, il Cagliari da Ficcadenti a Pulga, il Chievo da Di Carlo a Corini e il Siena da Cosmi a Iachini. Arriviamo poi alle squadre più in difficoltà che sono proprio quelle che hanno cambiato più di una volta guida tecnica: il Genoa ha avuto De Canio, Del Neri e Ballardini, il Pescara Stroppa, Bergodi e Bucchi e infine l'incredibile Palermo ha fatto la staffetta tra Sannino, Gasperini e Malesani e viceversa. Non esonerare l'allenatore è quindi stata in questo campionato una scelta vincente di cui possiamo dare atto al Bologna che però forse non avrebbe neanche avuto la forza economica per aggiungere un nuovo tecnico a libro paga. La vera sfida per Guaraldi e soci oggi è provare a confermare Pioli sulla panchina rossoblu nonostante le numerosissime richieste che stanno arrivando da tutta Italia. Ieri il presidente ha ufficialmente ricordato a tutti l'esistenza di un altro anno di contratto che vincola il mister al Bologna: proprio come Portanova, Gillet...
Una salvezza firmata Pioli
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