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Un centrocampo da inventare

Redazione TuttoBolognaWeb

Il Bologna andrà a Sassuolo con il centrocampo decimato. Agli infortuni ed alla scorsa forma di alcuni uomini, ci si aggiunge il fatto che la mediana rossoblù è il reparto con meno uomini a disposizione. Della Rocca soffre la pubalgia, Pazienza è alle prese con problemi muscolari, Perez non è ancora al top. Rimangono a disposizione Krhin che non garantisce, è appurato, la solidità e le geometrie che Pioli vorrebbe, Kone che nel centrocampo a tre si adatta a fare la mezzala ma di base non sarebbe il suo ruolo e Laxalt, che fortunatamente è disponibile. Si profila dunque una linea mediana con Perez, Laxalt e Kone con Krhin in ballottaggio con Perez. Sarà così per forza di cose, in quanto le alternative non ci sono. La mancanza di Della Rocca e Pazienza non verrà quindi colmata, nonostante il nulla o quasi prodotto sinora dai due, perché manca almeno un altro centrocampista puro in rosa. Si può certamente adattare Kone, che ha già dimostrato di poter fare abbastanza bene la mezzala, ruolo che disse lui stesso di poter ricoprire durante il ritiro estivo, ma rimane complicato trovare altri giocatori che possano adattarsi a centrocampisti.

Ma se il centrocampo anti-Sassuolo sarà come sembra quello composto da Perez (o Krhin), Laxalt e Kone, bisognerà capire che contributo può dare alla causa rossoblù. Se Perez partirà dall'inizio per poi rifiatare nella ripresa, il Bologna potrà fare affidamento sul suo atteggiamento molto aggressivo ma al contempo di quantità che verrebbe meno con la sua eventuale sostituzione con Krhin, più tecnico, ma nettamente più leggero come presenza e leadership. Sebbene El Ruso non sia al top della forma, rimane un tassello fondamentale del reparto e comunque di tutto il Bologna. Laxalt garantirebbe verve e dinamismo soprattutto in proiezione offensiva, mentre al contrario va più in difficoltà in copertura, dimostrando di essere ancora piuttosto deficitario: da lui ci si può aspettare qualche buona giocata, pressing e supporto alla manovra d'attacco. Kone è anch'egli un giocatore prevalentemente offensivo, che da il meglio prevalentemente quando si tratta di attaccare. L'attitudine offensiva del greco viene però compensata dai continui e generosi sacrifici difensivi che danno manforte al reparto arretrato, contrastando e infastidendo l'impostazione di gioco avversaria. Ciò detto, vien da sé che un centrocampo del genere rischia di essere molto sbilanciato a discapito di una difesa che va troppo spesso in difficoltà e, per l'appunto, viene mal assistita dalla mediana in copertura. Vero è che l'avversario di turno non è sulla carta di caratura tale da doversi preoccupare esageratamente della fase difensiva, ma non va al contempo trascurata, in primis perché ogni avversario va rispettato e inoltre perché bisogna assolutamente limitare i gol incassati. Da questa analisi escludiamo Christodoulpoulos che ha un ruolo troppo avanzato (in Grecia giocava spesso da seconda punta) per poterlo schierare a metà campo, dal momento che le sue caratteristiche non sono compatibili con quelle di un centrocampista vero e proprio.