E' cosa nota che in Italia non siamo troppo propensi a dare fiducia ai giovani, piuttosto preferiamo affidarci al cosiddetto "usato sicuro". Adesso la rotta pare si stia invertendo, vuoi per mancanza di soldi vuoi perchè finalmente ci siamo accorti che anche da noi ci sono talenti da svezzare, e non serve il cognome "esotico" a certificarne la caratura. Quando si parla di Nazionale però, le vecchie abitudini riaffiorano, e nonostante un'Italia verdissima come quella vista contro il Brasile (con in campo ragazzi del '90 come Balotelli, El Sharaawy e De Sciglio), la voglia di "old style" non si è assopita del tutto. Se poi in ballo si tira il nome di Francesco Totti, ecco che ci sentiamo tutti un po' più nostalgici. Il capitano della Roma, con 11 reti e 12 assist in 27 presenze, sta disputando una stagione sopra le righe, l'ennesima della sua carriera, e una forma fisica invidiabile nonostante i quasi 37 anni sul groppone. Prandelli, a precisa domanda in merito ad un'eventuale convocazione del Pupone per la Confederations di questa estate e per il Mondiale della prossima, ha ammesso di tenere sotto stretta osservazione il n.10 giallorosso, pur volendo sperimentare i ragazzi che si stanno mettendo in mostra nell'ultimo periodo. D'altronde, Totti non ha mai chiuso le porte ad un possibile ritorno in azzurro, e vederlo a far da guida in una squadra di giovanissimi non è poi così utopistico. Il tormentone Totti è cominciato, il dilemma è sempre quello: Totti sì, Totti no.
Totti sì o Totti no, questo è il dilemma (azzurro).
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