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Su Diamanti non si scherza

Redazione TuttoBolognaWeb


La voce uscita negli ultimi giorni ha allarmato i tifosi del Bologna: lo Zenit vuole comprare Diamanti. Non si tratta di una novità visto che la squadra russa allenata da Luciano Spalletti aveva già fatto un tentativo nei mesi estivi (insieme a tante altre pretendenti) senza affondare però il colpo a causa della situazione incerta di comproprietà tra Bologna e Brescia. Oggi però Alino è a tutti gli effetti un giocatore rossoblu e porta sul suo braccio la fascia di capitano: chiunque desideri informazioni sul suo conto deve semplicemente telefonare a Casteldebole. Purtroppo nei mesi scorsi abbiamo già visto che trattenere i campioni non è esattamente uno dei punti di forza della dirigenza felsinea che solo pochi giorni fa ha lasciato andare al Genoa anche il pilastro difensivo Daniele Portanova. Perdere il secondo capitano nel giro di meno di un mese probabilmente sarebbe un record da Guinness dei Primati di cui però i tifosi farebbero volentieri a meno. Alino Diamanti è anarchico e magari anche egoista, passa decine di minuti a litigare con il mondo intero, ma alla fine riesce spesso a trovare il pallone giusto da piazzare sulla testa di un compagno o da insaccare alle spalle del portiere avversario. Per Bologna però è diventato anche un simbolo in cui tornare a identificarsi dopo i fasti ormai non troppo recenti di Baggio, Signori e Kolyvanov: Diamanti è il classico calciatore di cui un bambino indossa orgogliosamente la maglia al campetto per cercare di emularne le gesta con un pallone tra i piedi. Il mercato del campionato russo però è ancora aperto e le parole dell'agente Marronaro hanno confermato il forte interesse per il trequartista toscano che ricoprirebbe un ruolo fondamentale nello scacchiere tattico di Spalletti. Sappiamo tutti che l'enorme disponibilità di denaro dello Zenit potrebbe tramutarsi ben presto in un'offerta davvero allettante (per non dire irrinunciabile) da presentare a Zanzi e Guaraldi che potrebbero riuscire a fare una plusvalenza su un giocatore ormai trentenne. Il riscatto della seconda metà del cartellino infatti la scorsa estate è costato al Bologna 3,3 milioni di euro ed è facile immaginare che la proposta economica dei russi possa abbondantemente raddoppiare quella cifra. Non deve però esistere margine di trattativa per un giocatore così importante dai cui piedi passano le speranze di salvezza dei rossoblu e che non potrebbe essere sostituito in alcun modo lasciando quindi una voragine incolmabile nella rosa. Senza dimenticarsi del fatto che lo stesso calciatore ha più volte ribadito di aver trovato a Bologna il suo top team e nella nostra città il posto giusto per vivere insieme alla sua famiglia. Stavolta quindi che si eviti di creare una nuova telenovela e che non si prendano neanche in considerazione le offerte per Alino.