di Manuel Minguzzi
Sprint finale, Zanetti in vantaggio su Tacopina
Come si direbbe nel ciclismo: siamo in dirittura d'arrivo. Lo sprint finale è iniziato anche se lo striscione del traguardo potrebbe non essere il 15 ottobre ma più avanti. Al momento Massimo Zanetti è in vantaggio, oggi i professionisti al lavoro sui conti relazioneranno le parti in causa sull'esborso che il magnate del caffè dovrà fronteggiare per salvare il club dal fallimento. All'incontro dovrebbero partecipare anche Baraldi e il presidente Guaraldi. Parte un passo avanti mister Segafredo, avendo stretto un accordo con Guaraldi il 25 settembre ed essendo già socio della controllante Bo2010. L'idea pare essere quella di versare lì e non sulla controllata a differenza degli americani. Il versamento non dovrebbe arrivare venerdì ma più avanti, anche perché un oculato imprenditore come Zanetti non versa denaro a scatola chiusa. Da qui si capirebbe la mossa di Tacopina di tornare in città lunedì e non oggi. Gli spifferi di portico sussurrano di una necessità di circa 18 milioni di euro per terminare la stagione. Non pochi. Il piano di Zanetti prevede un versamento rateizzato in base ai bisogni del club e non tutto subito come invece è stato chiesto agli americani. Sul fronte a stelle e strisce invece arriva una versione diversa rispetto a quella societaria di ieri. La telefonata di Guaraldi a Saputo ci sarebbe stata, per la precisione domenica sera. Le due versioni sono nettamente contrastanti e, banale dirlo, qualcuno non dice la verità. Dovrebbe però essere stata formulata nella notte ai soci Bfc e al presidente Guaraldi, la nuova offerta della cordata americana capeggiata da Tacopina. La proposta (leggermente più alta) prevederebbe una liquidazione sulla controllante Bo2010 e una percentuale di quei 12.5 milioni sull'aumento di capitale totale. In teoria non molto distante dalla prima anche se persistono i soliti problemi legati alle garanzie, ovvero Tacopina e compagnia non vogliono sollevare l'attuale compagine societaria dalle responsabilità in caso qualcosa andasse storto. Questo scoglio potrebbe essere insormontabile e rendere la situazione di stallo, nonostante qualche socio preferisca la strada americana per via della liquidazione.
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