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Siamo stati anche noi come il Palermo

Redazione TuttoBolognaWeb


Ieri in conferenza stampa Stefano Pioli ha insistito ripetutamente su un punto: la partita di stamattina non conta solo per il Palermo. Il tecnico rossoblu non accetta di abbassare la soglia di attenzione dei suoi ragazzi ma anche del pubblico e della stampa che con la critica sono in grado di fornire ulteriori stimoli ai suoi giocatori. Il Bologna non corre più pericoli da parecchie settimane, ma Pioli vuole raggiungere almeno i fatidici quaranta punti prima di festeggiare e quindi ha ribadito di aver preparato i suoi ragazzi al meglio per strappare punti ai rosanero e muovere ancora la classifica dopo i due pareggi consecutivi contro Udinese e Torino. Sentire le sue parole veementi e convinte ha strappato un sorriso soddisfatto ripensando a quelle avventate uscite dalla bocca di Malesani che solo un paio d'anni fa anticiparono la campanella di fine anno regalando ai tifosi rossoblu un finale di stagione assolutamente da incubo. Basta poi solo andare appena più indietro con la memoria per ricordarci senza troppi sforzi che anche noi siamo stati come il Palermo. Le stagioni vissute con il cuore in gola fino all'ultima partita inseguendo la salvezza con tutte le forze fanno infatti parte della storia più o meno recente del Bologna. Non servivano quindi forse neanche le parole di Pioli per capire che oggi i ragazzi di Sannino metteranno in campo tutte le loro energie fisiche e mentali aggredendo i rossoblu dal primo minuto con la forza della disperazione. Lo Stadio Barbera stracolmo (si sono registrate file ai botteghini per tutta la settimana) li sospingerà compatto anelando la terza vittoria consecutiva che manterrebbe ancora vive le speranze di salvarsi dopo che ieri il Siena ha conquistato tre punti sudati a Pescara allungando a più tre in classifica. La corsa per non retrocedere è ancora lunga e sappiamo bene cosa significhi vivere la domenica "con gli occhi sul campo e l'orecchio alla radio" tanto per citare il bell'inno intitolato "Bologna Campione" ideato da Dino Sarti. L'abbiamo fatto anche noi qualche primavera quando la paura ci spingeva a riempire il Dall'Ara cantando "Fino alla fine forza Bologna". In quelle stagioni difficilissime ci siamo aggrappati ai gol di Marco Di Vaio e alla voglia di sopravvivere che ha portato a reti inattese come quella di Volpi al Lecce nel 2009 o quella di Peluso dell'Atalanta nella propria porta nel 2010. Se allora fra poche ore vedremo il Palermo attaccare a testa bassa sin dal fischio d'inizio non dovremo meravigliarcene perchè è esattamente il comportamento che noi pretenderemmo se da un Bologna in quelle condizioni di classifica. Ai ragazzi di Pioli toccherà invece il ruolo di cinici carnefici pronti ad approfittare di ogni minimo errore per punire le probabili disattenzioni difensive dei rosanero e spegnere forse definitivamente la speranza di mantenere la Serie A.