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Si stava meglio quando si stava peggio

Redazione TuttoBolognaWeb

Un parallelo fra il Bologna 2008/09 e quello odierno

Il Bologna, da diverso tempo, fa vivere ai propri tifosi dei lunghi campionati d’agonia e sofferenza. Francesca Menarini, presidente rossoblù dal 2008 al 2010, definì il traguardo del campionato rossoblù come “magica emozione”, della salvezza naturalmente. Che cosa ci sia di magico dopo un’annata di ansie, patimenti e tante parolacce, non si sa, ma questo è ciò che riteneva Lady Francesca. Ma dalle magiche emozioni del 2009 ad oggi, cos’è cambiato? Nulla. Perché il livello è rimasto quello o quasi. Per capire cosa è cambiato dalla gestione Menarini a quella attuale, vediamo di fare un parallelo fra i due campionati del Bologna 2008/09, appena tornato in A, e quello attuale, accomunati dal pericolo retrocessione.

Un Di Vaio in più – Il Bologna 2008/09 aveva una marcia in più, si chiamava Marco Di Vaio. Il campione romano arrivato fra molti scetticismi, prese per mano la truppa e la guidò alla salvezza a suon di gol, ben 24 in 38 partite, con una media di 0,6 reti a partita. Quel Bologna poggiava essenzialmente sui suoi gol, dal momento che il miglior marcatore dopo di lui era Sergio Volpi con sole 4 marcature sulle 43 totali di squadra. Ciò significa che più della metà dei gol del Bologna erano merito di Di Vaio. Oggi nel Bologna, non c’è uno capace di “fare il Di Vaio”, ma non c’è nemmeno un insieme di giocatori che possa arrivare a compensare o ad avvicinarsi minimamente a quello che ha fatto lui considerando che, a sette giornate dalla fine, il Bologna ha siglato solo 24 reti, esattamente quelle che fece Di Vaio in tutto l’anno. 1-0 per il Bologna 2008/09.

Due diversi mercati di gennaio – Il Bologna 2008/09 a gennaio, si privò del solo Carrus, ceduto ad Empoli: non esattamente una prima scelta. Dei pezzi pregiati della rosa, in primis Marco Di Vaio, non se ne andò nessuno naturalmente, essendo che la squadra aveva bisogno di rinforzarsi. Di contro, la dirigenza acquistò Osvaldo, pagato a peso d’oro alla Fiorentina e prese i gregari Mutarelli e Belleri. Il Bologna di oggi a gennaio, si è disfatto del miglior giocatore in rosa, uno degli uomini chiave della manovra offensiva: Alessandro Diamanti. La sua dipartita ha indebolito un reparto che ha dimostrato lacune macroscopiche. Certo, un giocatore non fa la differenza, ma il tempo sta dando torto a quella scelta sciagurata. In entrata sono arrivati Friberg e Ibson. Il primo è un silenzioso svedese ancora alla ricerca di un perché, il secondo è stato presentato dal presidente Guaraldi come un suo colpo personale in sostituzione di Diamanti, del quale risponderà lui direttamente in caso di flop: in 10 partite, non ha fatto nulla di lontanamente riconducibile a quel che ha fatto Diamanti in una settimana. Ergo, Bologna indebolito e 2-0 per il Bologna 2008/09.

Media punti bassa, ma… – Al momento, la media punti del Bologna è da retrocessione o, se la parola suona troppo forte, molto preoccupante: 0.83 punti a partita dopo 31 partite. Nel 2008/09, dopo 38 giornate, i rossoblù chiusero a 0.97, una media da salvezza. Così fu, dopo un battagliare fino alla penultima settimana di campionato. Ma…c’è un ma. Alla vigilia della 32° giornata, proprio quella che verrà, il Bologna aveva gli stessi punti che ha oggi, cioè 26. Nelle 7 gare rimanenti, i rossoblù fecero 11 punti, portando la media a 1,28 considerando solo quelle partite, ma il calendario era meno ostile sulla carta di quello odierno, presentando diversi scontri diretti (Torino in primis) e nessun incontro con le ‘grandi’, cosa che invece tocca al Bologna attuale. Rimane però che se i felsinei dovessero ripercorrere esattamente il cammino che fecero nel 2008/09, potrebbero arrivare a quota 37. Difficile che la cosa si ripeta, ma se si pensa che quest’anno la quota salvezza potrebbe essere a intorno ai 32 punti in proiezione, ecco che si potrebbe anche puntare a fare qualcosa di meno dello 0,83 del 2009. Morale, considerando la parità di punti perfetta, diamo un punto a testa: siamo sul 3-1 per il Bologna 2008/09.

Spogliatoio ok – Il gruppo, lo spogliatoio conta. All’epoca il Bologna cambiò tre tecnici: Arrigoni, Mihajlovic e Papadopulo, tutti con idee ed esperienze diverse che trattarono col palco giocatori con diverse metodologie, fermo restando che non ci furono colpi di testa, spaccature o opposte fazioni. Tutto sommato quindi, la truppa viaggiò sempre compatta o comunque senza episodi dichiaratamente sfavorevoli dentro lo spogliatoio. Non si può dire la stessa cosa quest’anno. Due i tecnici avvicendatisi alla guida della squadra. Prima Pioli, che non aveva più in mano parte dello spogliatoio, considerato fuori dai suoi intenti e ricco di musi lunghi che, una volta licenziato Pioli, non hanno di certo nascosto, più o meno velatamente, il loro gradimento sull’esonero. Ora Ballardini, che pareva aver ricompattato il gruppo, ora sembra non godere della stessa stima delle prime settimane anche visto il continuo ruotare di uomini e moduli. In linea generale, questa squadra ha anche esternato malcontento per alcune decisioni, vedi ritiro, rifiutando (o dissuadendo…) la proprietà ad andare fino in fondo a dicembre. Qualche accenno di insurrezione rispetto al passato che condanna nuovamente il Bologna attuale, meno compatto e forse peggio gestito del già bistrattato antenato: 4-1 per il Bologna 2008/09.

Scontri diretti quasi perfetti – Nel 2008/09, il Bologna ha avuto quasi tutti gli scontri diretti a favore, comportandosi quasi alla perfezione nelle doppie sfide con le rivali per la salvezza: col Chievo due pareggi, col Torino una vittoria e un pareggio, con la Reggina un pareggio e una sconfitta e col Lecce un pareggio e una vittoria. Un buon ruolino di marcia che in caso di bisogno avrebbe di certo consentito una certa tranquillità. Oggi no, anzi. Il Bologna ha un pareggio e una sconfitta con Chievo e Sassuolo, una vittoria e una sconfitta col Livorno e una sconfitta col Catania, in attesa del ritorno. Come si evince facilmente, se il Bologna odierno dovesse mai fare affidamento su una classifica che alla 38° necessiti di considerare gli scontri diretti, sarebbe in una posizione drammatica. Altro punto a favore del Bologna 2008/09, siamo sul 5-1.

Almeno una ‘grande’ battuta – Il Bologna dei Menarini oltre ad avere ottenuto buoni risultati con le concorrenti, si è concesso 3 punti extra che a fine campionato si sono rivelati decisivi, vale a dire quelli strappati al Milan a San Siro alla prima di campionato: l’unica ‘grande’ battuta che ha consentito ai rossoblù di aggiungere punti preziosi alla propria stagione. Non si può dire lo stesso per il Bologna di Guaraldi. C’è ancora tempo, paradossalmente, per eguagliare quel Bologna battendo una fra Inter e Juventus, che sono ancora da affrontare, ma rimane difficile pensare ad un successo con loro quando si viene surclassati dal Chievo. Vero è che le grandi lasciano iniziativa e fanno giocare, ma sanno anche essere letali in un men che non si dica. Il Bologna 2008/09 allunga, 6-1.

Difesa del 2009: peggiore – In ultima analisi, le reti fatte e subite. Dopo 31 giornate, il Bologna 2008/09 aveva fatto 33 reti e subite 53; quello di oggi ne ha siglate 24 e incassate 48. Ben 11 i gol segnati in più di oggi, mentre soltanto 5 in meno quelle subite. Questo dicono i numeri che evidenziano come quel Bologna segnasse parecchio più di questo e incassasse solo qualcosa in più. Se oggi la difesa prende qualche gol in meno, l’attacco ne fa però un po’ troppo pochi: chi dice che è meglio non prenderle in chiave salvezza ha ragione, ma anche coprirsi troppo ha i suoi svantaggi, perché l’attacco ne risente in maniera eccessiva. Ed è proprio il problema dell’attuale Bologna che sì, migliora un po’ rispetto al suo antenato l’aspetto difensivo, ma peggiora di quel po’ la produzione offensiva. In extremis, Bologna 2008/09- Bologna 2013/14 si conclude 7-2.

Da questa comparazione fra due Bologna poco piacevoli da passare allo scanner, emerge che il Bologna di adesso ha potenzialmente molti difetti in più di quello di allora e già in quella stagione, come in quelle successive, si diceva che quello era il Bologna peggiore. Bene, quello di quest’anno rischia di fare peggio seriamente. Ora come ora, nello stesso periodo siamo 26 a 26 come punti in classifica e presumendo che la squadra di adesso difficilmente arriverà a 37, si può concludere che il Bologna di quest’anno può davvero diventare il peggiore. Speriamo che la retrocessione non sia il requiem di questo straziante campionato.