Tutto Bologna Web Primo Piano Sansone si presenta a Bologna: «La Serie A è l’obiettivo primario»

Sansone si presenta a Bologna: «La Serie A è l’obiettivo primario»

Marco Francia

Tanta timidezza, poche parole, ma idee ben chiare. È questo in estrema sintesi il Gianluca Sansone pensiero, espresso nella presentazione alla stampa di questo pomeriggio a Casteldebole da un giocatore reduce da un periodo non semplice, ma che ha scelto Bologna e il Bologna per rilanciarsi: «Essere stato il primo acquisto mi rende orgoglioso e allo stesso tempo ti riempe di responsabilità per ripagare questa fiducia. Arrivo con lo spirito giusto, Bologna è una piazza che in B c’entra poco. Quando ho scelto di venire qui non ho pensato soltanto al fatto di scendere di categoria, ma soprattutto alla piazza in cui sarei approdato».

Pochi proclami e tanta sostanza per il nuovo numero 11 rossoblù, che ha tanto bisogno di tornare a giocare per ritrovare confidenza e fiducia nei propri mezzi: «Cosa posso portare è difficile dirlo. Sicuramente tanto impegno e voglia di fare, ma non sempre le cose vengono come si vuole. Quello a cui dobbiamo pensare è dare il massimo, poi le cose verranno da sè. Per me sarà importante ritrovare quella fiducia che in questi due tre anni è venuta a mancare e questo dipende solo e soltanto da me. È normale che nell’ambito di una carriera calcistica capiti di attraversare momenti negativi, che fino ad ora non avevo mai vissuto. Questi sei mesi sono stati forse i più negativi della mia carriera, quelli in cui ho trovato le maggiori difficoltà anche in Serie A; però, come ho sempre detto, alla fine il lavoro paga: se fai sempre le cose nel modo giusto e con l’impegno giusto i periodi negativi passano».

Periodo negativo l’ultimo di Genova dovuto, secondo Sansone, all’agguerrita concorrenza con cui si è trovato a fare i conti: «Quando fai tutte le categorie, arrivi a un punto in cui hai difficoltà anche a trovare la continuità, che è quella che mi è mancata, perché in Serie A la concorrenza è tanta. C’è sempre stato qualcuno prima di me e non sono riuscito a trovare la continuità giusta, però sono stati due anni che mi hanno permesso di accumulare esperienza. Negli ultimi sei mesi alla Sampdoria c’era concorrenza, la squadra andava e va tuttora alla grande, i tre lì davanti non erano quasi mai sostituibili, andavano talmente forte che non sono riuscito a trovare spazio. A Genova, comunque, mi sono lasciato bene con tutti, allenatore compreso. Lo stesso Mihajlovic mi ha parlato bene di Bologna, anche lui mi ha consigliato di venire qui».

La duttilità è una delle caratteristiche più importanti di Sansone, mancino temibile anche sulle palle inattive che all’occorenza può ricoprire tutte le posizione d’attacco a supporto di una prima punta: «Col Sassuolo (nell’ultima stagione in B, ndr) giocammo la prima parte di campionato con il 4-3-3, poi il mister passò al 3-5-2 in cui giocavo come seconda punta. Mi sono trovato bene in tutte e due le circostanze, sia come seconda punta che come terzo esterno d’attacco, però questi sono dettagli che alla fine non fanno la differenza. La differenza la fanno la voglia di mettersi a disposizione e di dare il massimo. Con Lopez non abbiamo avuto ancora avuto modo di parlare della mia collocazione, anche perché in questi giorni di allenamento si è pensato più ad un lavoro fisico che tattico. Mi sento un giocatore diverso da Cacia e Acquafresca soprattutto per la stazza fisica, loro sono due attaccanti d’aria forti di testa e che fisicamente sono un po’ più alti di me, mi sento sicuramente un giocatore diverso da loro».

L’impatto con il gruppo, in questi primi giorni di duro lavoro a Casteldebole, è stato decisamente positico: «Conoscevo Troianiello e Laribi perchè abbiamo giocato insieme, ma da avversari conosco quasi tutti. È un bel gruppo, è un mix tra giovani e vecchi, una squadra molto affiatata. Si possono fare delle cose buone, sicuramente». Fisicamente pronto, Sansone ha una gran fame di campo, anche perché «il miglior allenamento è la partita della domenica: ti puoi allenare finché vuoi, ma se non giochi la domenica è difficile apprendere la condizione migliore». L’ex blucerchiato spera di segnare quanti più gol possibile, ma «le performance indivuali contano meno se non raggiungi l’obiettivo vero che è la Serie A». Quella Serie A che Sansone, è chiaro, ha tutta l’intenzione di riprendersi in maglia rossoblù.