Quando ormai il suo ricordo sembrava non certo sepolto ma sicuramente sbiadito dal tempo, ecco che in una settimana il nome di Sergio Porcedda è tornato prepotentemente alla ribalta. Probabilmente lui si sarebbe accontentato delle dichiarazioni sul Bologna, ma ieri la Guardia di Finanza ha deciso di fargli visita per portarlo via in manette. L'accusa di bancarotta fraudolenta ovviamente non riguarda il suo passato a Bologna dove invece è ancora aperta un'indagine per appropriazione indebita, ma inevitabilmente ha fatto riaffiorare ricordi di un'esperienza breve ma intensa. Tutto era iniziato tra sorrisi e strette di mano con la famiglia Menarini felice di lasciare quell'idrovora di denaro rappresentato da una squadra di calcio nelle mani di quell'imprenditore sardo affabile e sorridente. Ovviamente tutti ci chiedemmo chi fosse questo Sergio Porcedda e, pur non trovando risposte neanche dalla Sardegna, ne fummo in breve tempo conquistati. La sua storia è emblematica della fame di calcio che anima lo spirito dei bolognesi: sono bastati i primi acquisti di giovani promettenti a far sperare anche i più dubbiosi di aver finalmente raggiunto una nuova età dell'oro. Del nuovo presidente conoscevamo solo quello che lui voleva farci sapere (memorabile in tal senso la puntualizzazione a mezzo stampa sulla marca d'abbigliamento preferita per il suo guardaroba), ma vederlo affiancato da un drago del mercato come Carmine Longo sembrava una garanzia sufficiente per sperare in un mercato estivo importante. E infatti in pochi mesi arrivarono a Bologna ben quindici calciatori di cui molti a cavallo dei vent'anni: stava davvero nascendo un Bologna da sogno fatto finalmente da giovani promesse come Gaston Ramirez e soprattutto senza prestiti. La ciliegina sulla torta della sua estate fu sicuramente l'acquisto di Diego Perez, fresco trascinatore dell'Uruguay fino alla semifinale del Mondiale 2010 e che ora rischiamo di perdere a parametro zero come un Lanna o uno Zenoni. Quando però il sardo Porcedda esonerò il tecnico Colomba a poche ore dall'esordio in campionato, nessuno si sarebbe aspettato che quella scintilla sarebbe stata solo l'avvisaglia di un incendio terribile pronto a spazzare via la storia centenaria di uno dei club più importanti del calcio italiano. A Bologna però siamo speciali perchè sappiamo ridere di tutto e alla fine anche una tragedia sportiva è rimasta famosa nelle nostre chiacchiere tra amici soprattutto per quella fuga precipitosa da Casteldebole imboccando contromano una rotonda. E forse ieri la notizia dell'arresto di Sergio Porcedda ha strappato a molti di noi un sorriso dispiaciuto per quel sardo di cui nessuno sapeva nulla ma che ci ha offerto un'estate di sogni. Che stiamo ancora pagando a caro prezzo.
Quell'estate di sogni con Sergio
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