Tutto Bologna Web Primo Piano Può essere Kone l'attaccante della salvezza?

Può essere Kone l'attaccante della salvezza?

Redazione TuttoBolognaWeb

Dopo aver subito cinque gol nelle ultime due gare contro Chievo e Atalanta sembra forse anche pretenzioso ricordare che il Bologna continua a convivere con il problema del gol, ma è evidente che da qui al termine del campionato qualcuno debba incaricarsi anche di infilare la palla nelle reti avversarie. Nel pacchetto attaccanti però abbiamo già visto in 30 giornate che, per vari motivi, nessuno è in grado di assolvere a questo compito con continuità e allora forse è arrivato il momento di iniziare a cercare tale caratteristica altrove. Scorrendo la classifica dei giocatori che hanno tirato più volte in questo campionato balza subito agli occhi che il primo dei rossoblù è Panagiotis Kone con 50 tentativi con Christodoulopoulos fermo a 40 e la coppia Cristaldo-Bianchi a 39. Considerando il minutaggio complessivo stagionale del nativo di Tirana, risulta che circa ogni 40 minuti il ragazzo tenti la fortuna con una conclusione: si tratta di un dato degno di nota soprattutto alla luce della posizione decentrata in cui egli si trova spesso a giocare. Kone ha già dimostrato in questi anni bolognesi di avere il coraggio e la spregiudicatezza per cercare il gol anche in modi impossibili e ha sempre risposto presente quando messo in condizione di avvicinarsi alla porta tanto che l'ex tecnico Pioli in estate sembrava convinto di poter assistere ad un incremento del suo score durante il campionato in corso. Ecco allora che il nome giusto per l'attacco del Bologna da qui al termine del campionato può essere proprio quello del greco mutuando una tecnica abbastanza di moda nel calcio attuale di impostare formazioni prive di un vero e proprio centravanti. L'idea del "finto nove" ha in realtà radici antiche nel grande calcio ungherese della metà del secolo scorso, ma oggi è espresso con grande efficacia dai maestri del Barcellona che utilizzano come attaccante anche un centrocampista puro come Fabregas. Non possiamo certo pensare di accostare il calcio dei blaugrana a quello dei nostri rossoblù, ma se i numeri non sono un caso, avvicinare l'attuale capocannoniere della squadra alla porta avversaria è molto probabile che porti benefici dal punto di vista realizzativo e, studiando bene l'impostazione tattica dell'undici, forse potrebbe migliorare anche l'intero impianto di gioco. Schierare Kone come attaccante al fianco di Cristaldo nel 3-5-2 infatti consentirebbe di comporre la mediana con due uomini di copertura senza sacrificare nessuno in posizione di esterno ed affidando a Christodoulopoulos il ruolo di collegamento tra le due fasi lasciando così ben ravvicinate le linee di difesa e centrocampo per creare problemi alle punte di qualsiasi squadra. Inoltre un attacco composto da giocatori rapidi ed imprevedibili come Kone e Cristaldo darebbe pochissimi punti di riferimento ai difensori avversari consentendo di mantenere anche un buon livello di pressing e tenendosi sempre pronti ad approfittare di qualche palla persa con veloci ripartenze. Guai infatti ad immaginare di lasciare il numero 33 felsineo fisso ai limiti dell'area in attesa di un pallone da conquistare e difendere contro i centrali avversari: giocare con il finto centravanti significa lasciare l'area avversaria praticamente sguarnita e arrivare a colpire con sortite rapide ed improvvise. Si tratta di un calcio di guerriglia che ben si sposa anche ideologicamente alle esigenze di una squadra che deve andare al fronte ogni domenica contro avversari che, da sabato in poi, saranno quasi sempre tecnicamente più dotati. In un Bologna in cui Ballardini ha ormai mischiato tutte le carte a sua disposizione pescando quasi solo delusioni dal mazzo, ecco che il rientro dall'infortunio di Kone potrebbe consentire un'ultima affascinante scommessa. E ne varrebbe davvero la pena visto che la posta in gioco è la Serie A.