E così si ricomincia. Circa cinquanta giorni dopo il rompete le righe di maggio, il Bologna si ritrova a Casteldebole per una settimana di test in vista del ritiro di Andalo. Sempre, naturalmente, agli ordini di Stefano Pioli: il mister si è mostrato motivato e, soprattutto, molto soddisfatto di come stanno andando le cose fuori dal campo. E in conferenza stampa ha esordito con una metafora che diventerà il leitmotiv di questa stagione: “In vacanza in Africa ho partecipato a un safari, e quando ho visto i leoni cacciare ho pensato alla mia squadra: dovremo avere la stessa mentalità, perché è meglio essere cacciatori che essere cacciati”. Un paragone forte, su cui però si potrebbe aver qualcosa da ridire dal momento che, a detta di molti, per ora la squadra si è indebolita rispetto allo scorso anno: “Nelle riunioni tenute con la dirigenza per programmare la stagione, ho presentato un documento con i miei desideri, chiaramente – puntualizza – in linea con le possibilità della società: sono molto contento di come stanno andando le cose”. Nel dettaglio, gli obiettivi principali del tecnico sono due, ed è lui stesso a enumerarli: “Primo, sfoltire l’organico: il traguardo è avere 25/26 giocatori in rosa, e credo che ci avvicineremo molto a quel numero. Secondo – prosegue Pioli – non stravolgere l’ossatura dello scorso campionato per non ripetere quel pessimo inizio. Siamo più avanti rispetto allo stesso periodo dell’anno passato in tutte e due le situazioni”. Dopo aver precisato che non farà riferimento ad alcuna trattativa in corso per non condizionarne l’andamento, l’allenatore del Bologna fa poi il punto sugli arrivi e le partenze in casa rossoblù: “Sono molto contento di come sono andate le comproprietà: sono rimasti Koné, Khrin, Sorensen, ed è arrivato Della Rocca, un giocatore che mi piace molto. Perez ha fatto la sua scelta – continua – e gli faccio un grande in bocca al lupo, mentre la situazione di Gilardino sembrava potesse essere più semplice. Gabbiadini era difficile da riconfermare”. Le facce completamente nuove di questa squadra, per ora, sono Yaisien e Alibec, due giovani ragazzi su cui puntare: “Yaisien è un centrocampista offensivo con delle ottime qualità, la base è buona. Alibec mi ha detto di essere stato frainteso su quella frase spiacevole, ma a me va anche bene così: dovrà convincere tutto l’ambiente e quindi sarà molto motivato”. Inutile nasconderlo, la questione che adesso preme di più ai tifosi riguarda la conferma di Alessandro Diamanti. Tuttavia, e forse ci autorizza a tirare un sospiro di sollievo, Pioli non ha dubbi in merito: “Diamanti è il nostro capitano. È stato il pilastro di ieri e sarà il pilastro di domani, e non ho mai pensato a un Bologna senza di lui”. Durante la Confederations Cup, però, alcuni senatori della Juventus gli hanno lanciato dei messaggi per nulla velati: “La loro è una speranza che resterà tale” afferma categoricamente il mister. Il nodo più spinoso del campionato passato è stato quello riguardante il ruolo del portiere. La conferma di Curci non è ancora ufficiale, ma è proprio Pioli a darla battezzando il giocatore romano come il prossimo numero uno: “Al momento la gerarchia vede primo Curci, poi Stojanovic, Agliardi e Lombardi. Gianluca è un ottimo portiere, ma mi aspetto maggiore continuità”. Difesa e centrocampo non sono reparti che preoccupano l’allenatore del Bologna, che anzi li ritiene già completi (a meno di cessioni), mentre per quanto riguarda l’attacco ci saranno ancora dei movimenti: “In avanti abbiamo perso dei titolari della scorsa stagione, ma ad esempio son convinto che Lazaros, il quale mi piace molto, sia più adatto di Gabbiadini a giocare in quel ruolo dell’attacco. Per la punta centrale – conclude – abbiamo delle situazioni aperte, e cercheremo di fare le scelte migliori”. Magari prima del trentuno agosto, quest’anno.
Pioli: "Dovremo essere come leoni"
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