Stefano Pioli è un ottimo allenatore, ma forse anche lui si è stancato di essere chiamato a fare i miracoli. E allora è facile pensare che, tra le decine di nomi di attaccanti accostati al Bologna in queste settimane, la prima scelta del tecnico rossoblù resti sempre Alberto Gilardino. Anche perchè in appena due giorni l'orgoglio di chiunque ami il Bologna ha subito due colpi piuttosto duri da parte prima del giovane ed incosciente Alibec poi del fin troppo esperto Santa Cruz. Non c'è poi così tanta differenza tra insultare la storia centenaria di un club e tradirne la fiducia prolungando fino allo sfinimento le trattative per arrivare alla firma su un contratto milionario. La cosa più triste forse è addirittura il fatto che tutto questo avvenga per sostituire non solo un calciatore più forte, ma anche un uomo più serio come Alberto Gilardino. Se infatti altri esitano nell'accettare le proposte del Bologna, l'attaccante biellese non ha mai posto alcun dubbio sulla sua volontà di continuare a vestire il rossoblù e a vivere in una città che l'ha accolto come un figlio. Negli ultimi mesi con Gilardino si è ripetuto di fatto lo stesso miracolo avvenuto anche con Signori e Di Vaio a cui bastò una stagione per desiderare di non andarsene più dalla città emiliana. Paradossalmente si può arrivare anche a dire che egli si sia esposto pubblicamente ancor più del capitano Alino Diamanti per confermare la sua voglia di Bologna. Le rare dichiarazioni pubbliche a proposito dell'interessamento di altri club infatti sono state solo parole di circostanza figlie della buona educazione e dell'insistenza degli intervistatori piuttosto che di un reale pensiero del giocatore. Egli infatti non ha alcuna intenzione di tornare al Genoa, non ha neanche valutato l'idea di fare la riserva al Manchester City, ma sa perfettamente anche che a Roma si ritroverebbe catapultato in un ambiente caotico in cui vige ancora con troppa forza la legge di Totti per sentirsi veramente protagonista. La realtà ideale per Gilardino è quella bolognese in cui magari lavorare ancora con l'amico Diamanti al suo fianco e lo stimato tecnico Pioli in panchina. Si, proprio quell'uomo a cui anche in privato il calciatore ha voluto dare rassicurazioni sui suoi desideri e chiedere notizie sulle possibilità di permanenza in rossoblù. Ecco perchè tanto l'allenatore felsineo quanto il Campione del Mondo 2006 in fondo sperano ancora di ritrovarsi a lottare per gli stessi obiettivi. E il Bologna? Il club non ha esercitato il diritto di riscatto ma conserva ancora una corsia importante con il Genoa e, incassati i rifiuti e le esitazioni di altri attaccanti, si starebbe convincendo a fare un ultimo tentativo facendosi forza proprio della ferrea volontà del giocatore che, dall'alto della sua carriera, può avere un peso determinante nella riuscita della trattativa. Oggi Genoa e Roma si incontreranno per imbastire lo scambio tra Gilardino e Borriello, ma non è così scontato che si arrivi ad una fumata bianca visto che la distanza economica tra le parti è ancora notevole. E in fin dei conti a Preziosi potrebbe andar bene anche incassare denaro fresco dal Bologna per poi girarlo ai giallorossi e chiudere comunque l'operazione. Ora tocca a Guaraldi e soci guardarsi negli occhi e capire se valga la pena continuare a cercare uno come Gilardino avendo ancora la possibilità di acquistare l'originale ed evitare di affidarsi a nomi che sarebbero soltanto seconde scelte e neanche così a buon mercato. Gli ingredienti ci sono tutti: una società che vuole vendere un calciatore e un calciatore che vuole essere acquistato. Riuscirà il Bologna a sprecare anche questa occasione?
Pioli aspetta ancora Gilardino
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