Tutto Bologna Web Primo Piano Perez: "Domenica la partita della verità, dobbiamo dare il massimo in questi due mesi che ci rimangono"

Perez: "Domenica la partita della verità, dobbiamo dare il massimo in questi due mesi che ci rimangono"

Redazione TuttoBolognaWeb

Quando la barca è in mezzo alla bufera, tocca in primis al capitano provare a trascinarla in salvo. E allora chi, se non Diego Perez, poteva presentarsi in conferenza stampa oggi pomeriggio a Casteldebole. Un Perez pienamente cosciente della situazione attuale del Bfc, ma non per questo spaventato: “In 4 anni anni che sono qui, questa sicuramente è la situazione più difficile che abbia mai affrontato. Siamo terzultimi a 10 giornate dalla fine, e certamente la salvezza è più dura. Io comunque sono fiducioso, visto anche il livello basso che c’è tra le 6 squadre in lotta per non retrocedere”. Livello basso che con tutta probabilità abbasserà la quota salvezza dai famosi 40 punti a 34-35: “Non sono bravo a fare calcoli, la prima cosa da fare è vincere col Cagliari. Poi, domenica dopo domenica, vedremo quanti punti saranno necessari per raggiungere l’obiettivo, la matematica la lascio a voi. Possiamo stare qui a parlare quanto vogliamo, ma domenica alle 15 avremo la verità. E’ uno scontro diretto molto importante”. Inevitabile tornare sulla gara persa a Livorno, un’altra occasione di riscatto non sfruttata dai rossoblù e decisa dall’ingresso di Emeghara: “Il calcio è così: basta un secondo in cui abbassi la concentrazione e vieni subito punito. Era una partita da non perdere, avevamo iniziato male ma avevamo finito bene il primo tempo. Poi a inizio ripresa c’è stato questo calo di concentrazione, con Emeghara che è riuscito ad entrare bene in partita. Sapevamo della sua forza già dai tempi del Siena, gli è riuscita la prima giocata e sappiamo che per un calciatore subentrante diventa tutto più facile”. Dopo la sconfitta, il ritiro a Coverciano. Scelta che “El Ruso” non pare aver condiviso più di tanto: “Il presidente ha deciso così e siamo andati. Forse a noi aiuta più stare qui perché ci carica grazie anche al supporto costante dei tifosi, mentre a Coverciano abbiamo trovato un ambiente non familiare e sconosciuto. Ma ripeto, è stata una scelta del presidente e siamo andati”. Ritiro a parte, quello che ha preoccupato tifosi e addetti ai lavori è stata la mancanza di voglia e cattiveria agonistica nei due scontri fondamentali contro Sassuolo e Livorno, dopo due grandi prove disputate con avversari ben più attrezzati come Milan e Roma: “Sono partite diverse tra loro – ha risposto Perez -, quelle tra squadre che lottano per salvarsi sono più tese e trovi meno spazi. Quella col Cagliari sarà simile alle ultime due, toccherà a noi centrare una vittoria che ci serve come il pane e dare il massimo in questi due mesi che ci rimangono”. Anche perché poi ci saranno i Mondiali, e Diego ha già chiare le idee su come arrivarci: “Mi immagino di andare in Brasile con la salvezza del Bologna in tasca. E’ lunga e alla retrocessione non ci voglio proprio pensare”. Ma Perez giocatore come sta? “Io voglio stare bene ogni domenica, poi è normale che ci siano periodi di calo e spetta allo staff vedere queste cose. E’ un periodo difficile per tutti, e il 100% della forma arriva quando le cose cominciano a girare”. Forma fisica non perfetta dunque, complice anche il non-ritiro della passata estate, trascorsa ad allenarsi da solo per via del rinnovo contrattuale che tardava ad arrivare: “Adesso è facile parlare, questa estate le cose erano diverse. Il rimpianto c’è perché ho perso la parte iniziale che è importante per ogni calciatore, ma ormai il passato è il passato e guardo avanti”. Così come dovrà fare tutto il Bologna, lasciandosi alle spalle queste 28 giornate e concentrandosi solamente sulle ultime 10 tappe da affrontare.