Conferenza stampa scoppiettante oggi a Casteldebole. Michele Pazienza, infatti, si è presentato in sala stampa con la spada sguainata, determinato a difendere il suo portiere, Gianluca Curci, finito giustamente nel mirino della critica. “Non rispondo alle domande del Resto del Carlino – esordisce mostrando la pagina del giornale del lunedì dopo Bergamo, con la foto di Curci e una croce sopra – perché questo non è il modo di criticare”. E poi rincara: “Sono dieci giorni che sui giornali escono nomi di portieri, e questo mi fa rabbia”. La sua difesa dell’estremo difensore rossoblù è, dice, un modo per responsabilizzare il gruppo, e sta parlando a nome di tutti quanti: “Dare la colpa della sconfitta a un solo giocatore è un modo di darci un alibi, ma questa è una situazione in cui ci siamo ficcati tutti noi: non si può accusare una sola persona”. L’errore di Curci contro l’Atalanta, però, è innegabile. O no? “Va bene, parliamo dei gol di Bergamo: sul primo potevamo fare tutti di più – spiega – dall’attacco fino all’ultimo difensore. Il secondo è stato un suo errore, ma non ho letto tutte queste critiche a Bardi dopo la papera contro l’Inter. La differenza la fa la valutazione che viene espressa”.
Pazienza attacca: "Le critiche a Curci sono un alibi che non vogliamo"
Una volta spiegato bene il concetto secondo cui la miglior difesa è l’attacco, Pazienza prova ad analizzare il momento del Bologna. Finalmente la squadra, Bergamo a parte, sembra aver trovato una quadratura difensiva con lo schieramento a tre dietro: “Io preferisco parlare di atteggiamento, con i moduli non sono bravissimo. Abbiamo un atteggiamento diverso, e subiamo meno tiri e meno gol”. Insomma per lui il modulo conta relativamente: “In quel momento lì, e con quel modulo lì – puntualizza – sono arrivati i risultati positivi. Ma nel calcio si vive di momenti, di situazioni”. Anche quest’anno, comunque, l’avvio è stato complicato come lo scorso anno: “Ma c’è la possibilità di venirne fuori, non so se a breve. Certo i risultati ti danno fiducia ed entusiasmo”.
La stagione scorsa per lui è stata al di sotto delle aspettative, ma quest’anno sembra che le cose vadano un po’ meglio: “Ho giocato qualche gara in più e ho trovato la gioia del gol, ma devo fare di più. Non mi sono mai sentito fuori posto – continua – e l’unica strada da battere è quella del lavoro quotidiano”. E il suo rapporto con Pioli, come va? “Bene”.
Domenica sera intanto arriva l’Inter, il primo di una serie di impegni difficili: “Li prepareremo uno alla volta, senza fare confusione e senza sprecare energie”. Sarà una partita diversa per uno di loro, quel Saphir Taider passato ai nerazzurri lo scorso agosto, con le polemiche che ne sono conseguite sotto le Due Torri: “Ha avuto un buon inizio di campionato in una buona squadra, gli faccio i complimenti”. La formazione di Mazzarri è una delle big di questo campionato, e per Pazienza la chiave per uscirne bene è solamente una: “A fine partita non dovremo avere neanche la forza per rientrare negli spogliatoi, questo è l’unico modo per spuntarla”.
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