Tutto Bologna Web Primo Piano Obiettivo salvezza: dentro e fuori dal campo

Obiettivo salvezza: dentro e fuori dal campo

Redazione TuttoBolognaWeb

Dopo il weekend appena trascorso ci sono due strade che si aprono davanti al Bologna, parallele ma entrambe ugualmente importanti per dare un futuro alla squadra di una città che merita risultati e soddisfazioni che sembrano ormai solo un racconto di generazioni lontane. Bologna merita di più non è solo uno slogan ad effetto, ma una realtà evidente di fronte all'amore incondizionato che guida migliaia di persone a sostenere la squadra sotto la neve come a manifestare con civiltà ed intelligenza il proprio dissenso dalla gestione del presidente Guaraldi. Siamo di fronte a mesi importantissimi per la salvezza del Bologna inteso come squadra che deve conquistare la permanenza in Serie A ma anche come club che deve garantirsi un futuro solido e prospero.

La salvezza sul campo deve arrivare attraverso le prestazioni dei ragazzi guidati dall'intelligenza di Ballardini e Regno, costretti a lavorare loro malgrado in un clima ancora più difficile a causa di decisioni imposte e non accettate come il ritiro. Quando le prestazioni sul campo erano eccellenti non sono arrivati punti (Roma e Milan) e quindi la classifica va mossa ora che la fatica inizia a farsi sentire trovando da ogni risultato positivo la forza per andare avanti. Essere lontani dagli ultimi tre posti caldi è una base sicuramente più serena su cui lo staff tecnico può lavorare per impostare ogni gara da qui alla fine della stagione. I giocatori seguono Ballardini e si fidano di lui, ma ora tocca al tecnico non lasciarsi andare ad esperimenti troppo frequenti per non rischiare improvvisi sbandamenti dalla strada tracciata. Questa squadra lavora bene con la difesa a tre, ha un mediano di grande quantità, evidenti problemi sulle fasce e un parco attaccanti che fatica a trovare la via del gol: queste sono le certezze. Da qui si riparta cercando di affrontare un avversario alla volta, magari anche impostando tatticamente la gara sulle qualità e sui difetti degli altri, ma con la convinzione che innanzitutto la salvezza passi dai piedi della coppia ellenica Christodoulopoulos-Kone, unici rimasti in grado di inventare giocate e produrre gioco per sé e per i compagni, ma anche che schierare un giocatore nel suo ruolo naturale difficilmente può portare ad errori gravi. Nonostante tutto, si può ancora trovare un senso a questo Bologna.

La salvezza fuori dal campo invece passa per la cessione della società dopo anni in cui è stato puntualmente ripetuto lo schema della cessione dei migliori giocatori per sopravvivere ancora qualche mese. Ormai di sacrificabile è rimasto davvero ben poco: forse solo il tandem greco e le misere metà di Sorensen e Taider, ma con queste operazioni si faticherebbe ad arrivare all'alba di una nuova stagione. In questi anni le perdite di esercizio sono diventate una costante ed il presidente Guaraldi non si è preoccupato né di provvedere con i soci a cospicui aumenti di capitale, né di operare qualche cambiamento all'interno dell'organigramma. Non solo infatti la società vede aumentare ogni stagione le spese ed il monte ingaggi, ma non ha neanche le conoscenze per rimpinguare adeguatamente un parco giocatori di cui ha visto crollare vertiginosamente il valore. Il Bologna è in una spirale negativa in cui i costi superano di circa il 25% i ricavi al netto delle cessioni e la sua situazione debitoria è stabilmente tra le peggiori otto della Serie A con 50 milioni netti. I tifosi si sono espressi chiaramente e ora il progetto del nuovo centro tecnico non può diventare nè un alibi nè una zavorra che trascini a fondo i conti del club. Nonostante lo scempio compiuto in questi anni, c'è ancora qualcuno che vuole il Bologna e che è pronto a trattare. Ora quindi, che si passi per gli uffici di Grassani o di Consorte, ma che si tratti su basi serie e ragionevoli la cessione senza pretese fuori mercato e senza cercare pubblicità sulla pelle del Bologna: l'unico scopo di tutti deve essere dare al club un futuro sereno.