di FEDERICO MASSARI
Non facciamo che il Dall'Ara diventi un simbolo del degrado
C'era una volta Bologna: città gaudente, piena di vita e di risorse che, spesso e volentieri, si compiaceva anche troppo nel guardarsi allo specchio. C'era una volta lo stadio Dall'Ara: stadio (all'epoca) all'avanguardia, che poteva disporre del terreno di gioco migliore d'Italia, e dove, di tanto in tanto, qualche scudetto e qualche Coppa Italia se li metteva in bacheca.
Bene. La foto che abbiamo pubblicato è lo specchio di una città che piano piano (o veloce veloce, dipende sempre dai punti di vista) si sta sgretolando. Sì, sgretolando. Sgretolando come i gradini e l'intonaco dello stadio Dall'Ara. Come potete vedere dalla fotografia, tra i seggiolini giallo consumato (uno diverso dall'altro e completamente crepati) è nata una pianta. "Miracolo" verrebbe da dire, o "vergogna" verrebbe da pensare. Ebbene sì, la pianta ha ormai raggiunto i 30 cm di altezza, e nessuno (perchè siamo una città di "pollici verdi") se n'è accorto (o qualcuno, mosso a compassione la sta concimando con lo sterco di piccione, che certo da quelle parti non manca). Forse quando (la pianta) raggiungerà i 2 metri d'altezza (e cinque file non riusciranno più a mettere a fuoco la chioma di Diamanti o il pizzetto di Kone) allora qualcuno si degnarà di eliminarla (o almeno di potarla).
Ogni tanto il calcio regala ancora delle storielle divertenti come questa, ma una città come Bologna (e i bolognesi) non meritano tutto questo. Alle porte del 2014 il popolo rossoblù è ancora costretto a beccarsi la pioggia sulla capa (quando persino in Portogallo gli stadi sono tutti coperti), e rischiare la vita perchè dei pezzi di intonaco cascano giù come dei meteoriti. Non è possibile, è ora che qualcuno si svegli dal torpore e che abbandoni quello specchio davanti al quale si sta ammirando da troppo tempo.
Bologna sta cadendo a pezzi come il suo stadio, mentre qualcuno di quelli che dovrebbe mettere a posto le cose....divora migliaia di euro tra Amalfi e Venezia....
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