Tutto Bologna Web Primo Piano Non è ancora B, ma la strada è quella

Non è ancora B, ma la strada è quella

Redazione TuttoBolognaWeb

Il Bologna crolla a Livorno e lo fa nel peggiore dei modi, senza mordente, senza piglio e senza attributi. Niente alibi, sono finiti da un pezzo, c’è poco da dire. Questa squadra. si sa, è figlia di una gestione societaria scriteriata e scellerata che sta portando il Bologna a rischiare la permanenza in A. Il Livorno non ha stravinto, ma ha fatto il proprio compito realizzando quanto creato e senza soffrire troppo quando si è trovato con ben due uomini in meno.

Le squadre scendono in campo speculari, entrambi i tecnici optano per il 3-5-2. Parte meglio il Livorno che con un leggero pressing mette in difficoltà il Bologna e fa girare meglio il pallone. Sale alla distanza la squadra ospite che però per i primi 10’ della frazione è assente ingiustificata. All’11 primo brivido: cross dalla destra, Paulinho colpisce in solitaria e manda a lato un’occasione preziosa per portare in vantaggio i labronici. Dopo una punizione di Morleo deviata in angolo, Balalrdini è costretto a cambiare Kone, ancora guai muscolari per il greco che esce sconsolato e dentro Garics. Siamo intorno al 25’ quando Morleo mette un bel cross dal fondo (ogni tanto capita n.d.r.) ma non c’è nessuno a raccoglierlo. Alla lunga il Bologna cresce e sul piano del gioco se la gioca alla pari dei padroni di casa anche se bisogna far presente che parliamo di ritmi di gioco bassi. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 solo dopo una punizione di Lazaros, che impegna Bardi sulla destra.

Inizia la ripresa e Di Carlo toglie un inesistente Belfodil per Emeghara. Il cambio porta subito i suoi frutti perché lo svizzero-nigeriano dopo nemmeno un minuto, sfugge sulla destra a Mantovani in versione statica, mette in mezzo per Benassi che controlla e batte Curci con un diagonale preciso. 1-0, è una doccia gelata per i rossoblù, rei di essere nuovamente partiti contratti come nel primo tempo. Ammonito poco dopo l’attaccante che ha propiziato il gol livornese, letteralmente decisivo dal suo inserimento. Gli ospiti però non reagiscono anzi, sprofondano. Al 52’ il Bologna non sfrutta una buona occasione e il Livorno parte in contropiede: Benassi dalla destra mette in mezzo n pallone impreciso che Antonsson liscia consentendo l’inserimento di Paulinho in agguato, il quale prende palla, mette a sedere Curci e infila la porta per il 2-0. E’ notte fonda per il Bologna colpito duro. Entra anche Moscardelli per un pessimo Antonsson e il ‘Mosca’ al 65’, ha la palla per accorciare le distanze su invito di Lazaros, dopo un errato disimpegno degli amaranto, ma il violento mancino del laziale sibila sul primo palo senza prendere la porta. Ammoniti anche Mbaye e Perez, la gara prosegue senza sussulti fino all’80’ quando lo stesso giocatore africano viene espulso per un ingenuo fallo di mano al limite dell’area. L’uomo in più però non basta a dare la scossa al Bologna che dall’84 però, può contare su due uomini in più data l’ulteriore espulsione di Emeghara per una trattenuta su Morleo in area. Dal dischetto va Lazaros che trasforma freddamente. Nel finale però gli ospiti non sfruttano in nessun modo il doppio vantaggio numerico e si perdono in un bicchier d’acqua, senza riuscire a sfruttare i 4’ di recupero concessi dal direttore di gara. Finisce la gara 2-1 per il Livorno, cinico quanto basta per battere un Bologna a dir poco impalpabile.

Non è finita ci mancherebbe, ci sono ancora 10 partite alla fine e può succedere di tutto, ma quello che rimane dall’ennesima prova altamente insufficiente del Bologna, è la consapevolezza che questa squadra con le rivali per la salvezza non ha ingranato. E’ un fatto gravissimo e preoccupante: quelle dietro al Bologna iniziano a fare punti, prima o poi però, si sapeva, il fattore C sarebbe finito. Il Bologna difetta in molte cose che una squadra con l’acqua alla gola non può permettersi di non mettere in campo come la grinta e la voglia di lottare per 90’. Invece i rossoblù sono entrati scarichi in campo sia nel primo, sia nel secondo tempo, con la differenza che nella ripresa il Livorno ha punito subito questa impasse ingiustificata. La reazione dopo il gol è stata confusionaria e ha portato al contropiede dal raddoppio, non proprio la risposta giusta allo svantaggio. Infine, dopo il rigore, è stato abbastanza avvilente vedere la difficoltà in 11 contro 9 di buttare in area i cosiddetti palloni della disperazione per cercare di strappare il pareggio miracoloso. Uniche note positive della giornata, per fortuna, il ritorno al gol dopo un’eternità e l’aver trovato il rigorista: perché nel poco o niente mostrato oggi (ieri per chi legge n.d.r.), il penalty calciato da Lazaros è stato tirato bene e con una certa personalità.

Avanti verso il prossimo impegno di domenica prossima, al ‘Dall’Ara’ contro il Cagliari, piegato in casa dalla Lazio e che non verrà di certo a Bologna in gita. Coraggio, è ancora lunga.