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Nel "Giorno della Memoria" ricordiamo Arpad Weisz

Redazione TuttoBolognaWeb

Ci sono storie di uomini che meritano di essere raccontate, affinché non cadano nell'oblio. Noi facciamo parte della categoria di quelli che, per dirla alla Federico Buffa: "cerchiamo una storia". Proprio 'l'avvocato' prendendo spunto dal libro del bolognese Matteo Marani ("Dallo scudetto a Auschwitz") ha raccontato la storia di un grande uomo. La vicenda è quella di Arpad Weisz troppo a lungo dimenticata, per non dire, forse ignorata, per quasi sessant'anni. Poi nel gennaio 2009, su iniziativa del Comune di Bologna, è stata posta una targa in sua memoria sotto la torre di Maratona nello Stadio Dall'Ara e il 27 gennaio 2012, in occasione della giornata della memoria, è stata posta una targa anche allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, per ricordare l'allenatore del terzo scudetto. A Marani va il merito di aver riscoperto la storia, rendendo il giusto merito alle imprese di Weisz, scrivendo nel libro: "Fatto sta che di Weisz, a sessant'anni dalla morte, si era perduta ogni traccia. Eppure aveva vinto più di tutti nella sua epoca, un'epoca gloriosa del pallone, aveva conquistato scudetti e coppe. Ben più di tecnici tanto acclamati oggi. [...] Sarebbe immaginabile che qualcuno di loro scomparisse di colpo? A lui è successo".

Arpad Weisz è stato un uomo capace di imporsi con la forza delle idee, al Bologna, vinse i campionati 1935-1936 e 1936-1937, e nel 1937 vinse a Parigi anche il Torneo dell'Esposizione Universale, imponendosi con un secco 4-1 sul Chelsea. Nel giorno della memoria ci sembra giusto rendergli omaggio, affinché come diceva Primo Levi: "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario". Per questo proprio perché vogliamo servirci di colui che l'ha cercata la storia, cioè Marani e di colui che l'ha raccontata, cioè Buffa, vi proponiamo questo video, che è più efficace di mille parole.