È uno degli uomini più rappresentativi della squadra a metterci la faccia dopo la pessima sconfitta di Livorno, e Cesare Natali in questa mezzora non ha usato giri di parole. Iniziando proprio dalla partita di domenica scorsa: “Siamo partiti contratti, ma una volta preso il pallino del gioco avremmo dovuto osare di più. Non possiamo accontentarci di gestire, ci vuole la volontà di provare a vincere”. Poi, però, la partita nel secondo tempo è cambiata: “In cinque minuti siamo andati sotto di due gol, loro si sono abbassati e noi contro le squadre chiuse facciamo fatica”. La svolta della gara pare essere stata l’ingresso di Emeghara, che ha disposto a suo piacimento della retroguardia del Bologna: “Lo conoscevamo, andava contrastato meglio ma è inutile cercare delle colpe: quando un compagno sbaglia gli altri devono rimediare. Siamo tutti colpevoli di questa situazione, ci vuole un’assunzione di responsabilità”. Ora la squadra è terzultima, e anche i più ottimisti fanno fatica a trovare qualcosa a cui appigliarsi. Il difensore del Bologna è molto netto su questo: “Se siamo in quella posizione vuol dire non siamo una squadra eccelsa, e a dieci giornate dalla fine è inutile cercare un salto di qualità che è mancato nelle precedenti ventotto. Quello che conta – spiega – è la condizione, sia fisica sia mentale”. E con mentale intende soprattutto due cose: “Grande dignità e orgoglio personale, ragionando da squadra consapevole dei propri limiti. L’obiettivo salvezza è ancora raggiungibile”. Nella pratica: “Ci servono almeno tre vittorie e due pareggi, con altri undici punti ci salviamo”. Ora, la domanda che viene spontanea è: come può una squadra che finora ne ha vinte quattro in tutto il campionato, vincerne tre in due mesi? “Voi giustamente guardate numeri e statistiche, ragionando da chi sta fuori e non da chi scende in campo. Ma – contesta – se pensassimo anche noi così tanto varrebbe restare a casa. La salvezza è l’obiettivo primario di tutti, anche per voi, e ci vuole più positività”. Positività che però, a onor del vero, c’è stata fino a prima del Sassuolo: “Sì abbiamo sbagliato le due partite che erano fondamentali, ci aspettavamo quattro punti e invece ne abbiam raccolto solo uno”. Già, prima della gara di Livorno si era professato molto ottimismo, poi smentito dai fatti. Anche qui, Natali è tranciante: “A me non piace venire a parlare prima della partita per dire cose che poi vengono smentite, non vengo a dire ‘ci siamo allenati bene’”. Perché a furia di allenarsi bene, oggi pomeriggio si parte per il ritiro di due giorni a Coverciano. E, stavolta, si parte davvero, non come a dicembre: “L’ha deciso la società, come l’altra volta del resto. Ci andiamo perché dobbiamo pensare ventiquattrore al giorno alla partita di domenica, che sarà cruciale”. Uno dei capipopolo che aveva portato all’annullamento del ritiro prima di Bologna-Genoa era stato Alessandro Diamanti, un nome che in questi giorni è tornato alla ribalta: “Nessuno di noi giocatori ha mai detto che senza Diamanti giochiamo meglio. Una squadra – prosegue – può sopperire alla mancanza di un elemento di qualità superiore se ha un’identità di gioco precisa. Noi avevamo trovato la compattezza in difesa, ma per vincere le partite devi osare di più” ribadisce il centrale. Per vincere devi fare gol, e per fare gol “non basta buttare la palla in avanti a Bianchi: bisogna crearli, i presupposti per segnare”. Passando alla partita con il Cagliari, Natali crede che vincendo anche gli isolani sarebbero invischiati nella zona rossa: “Ne sono convinto. Loro si giocano tanto, ma noi di più. E dipende tutto da noi”. Errori particolari da non ripetere non ce ne sono, tutto ruoterà attorno a come il Bologna scenderà in campo: “Togliere totalmente gli errori è impossibile, alla fine vince chi ne commette di meno. Non dobbiamo sbagliare atteggiamento: serviranno coraggio, propensione, voglia di offendere. Non si può – avverte – attendere la partita sperando in un episodio favorevole”. Insomma non presentarsi impauriti come contro Livorno e Sassuolo. Ah, tra l’altro, proprio contro i neroverdi Natali fu protagonista di un gesto polemico mentre rientrava negli spogliatoi per l’intervallo: “Ho già chiarito con chi di dovere. Ho reagito ai fischi perché all’intervallo possono incidere sul morale, speravo li posticipassero a fine partita. Io – afferma – non mi sono mai permesso di mancare di rispetto al pubblico di Bologna, che reputo intelligente, maturo e fin troppo comprensivo”.
Natali fa il realista: "Il salto di qualità non ci sarà, ma dobbiamo osare di più"
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