Conferenza stampa un po' speciale quella svoltasi oggi presso la saletta stampa di Andalo. Ai microfoni dei giornalisti arriva infatti Davide Moscardelli, il fenomeno del momento. Ragazzo che, nonostante il successo, ha mantenuto umiltà e autoironia. E ovviamente le domande sulla sua improvvisa popolarità sono inevitabili: "È nato tutto per caso, quasi non me ne sono reso conto. Probabilmente molto ha influito una frase che ho postato su Twitter". Quale? "Raggiunti i 13.000 followers, pensa se giocavo". Risonanza mediatica originata dalla partita contro l'Atalanta dello scorso 27 aprile, quando Davide ha preso il posto tra i pali dell'infortunato Curci: "Mancava poco, ho preferito andare io al posto di Diamanti che poteva creare qualche pericolo in avanti. È un ruolo che non disdegno, in allenamento ogni tanto lo provo. E se arrivava qualche tiro, ero pronto" esclama ridendo. La sua immagine con i panni dell'estremo difensore addosso è successivamente diventata il simbolo della campagna abbonamenti, accompagnata da uno slogan che lui definisce "la frase migliore di tutta la Serie A". Da quel match di fine aprile in poi, comunque, è stata un'ascesa inarrestabile, qualcosa che il Mosca definisce semplicemente "un gioco", il quale giorno dopo giorno si sta facendo però sempre più serio: "In effetti sta diventando una cosa più grande di me. Cerco di pensarci il meno possibile, bisogna concentrarsi sul campionato. Sicuramente il tutto mi fa molto piacere, spero comunque di restare un idolo anche per le mie prestazioni in campo". E Pioli cosa ne pensa di tutto ciò? "Conosco il mister e lui conosce me, mi ha detto semplicemente di sfruttare il momento. Sono perfettamente conscio di dover restare con i piedi per terra, e lavorare bene già dal ritiro che è fondamentale per fare poi bene durante la stagione. L'anno scorso sono arrivato in corsa e ho faticato, spero di far meglio in questa annata". Pioli che nel frattempo lo sta provando spesso sull'esterno: "È un ruolo che ho ricoperto con lui già a Verona, è più faticoso ma mi piace ugualmente. Nel calcio odierno si deve correre sempre, soprattutto contro le squadre tecnicamente più forti, quindi non è un problema per me giocare in quella posizione".
Sarà la quarta stagione per il Mosca in serie A, con 33 primavere sulle spalle. Come mai non è avvenuto prima l'approdo in massima serie? "Arrivare in A così tardi è stato frutto di tante cose messe insieme. Un po' di rammarico naturalmente c'è, adesso però me la godo visto che ho sudato tanto per arrivarci". L'ex Rimini e Piacenza mostra sicurezza nelle sue parole, soprattutto nell'indicare i propri obiettivi stagionali: "Voglio giocare il più possibile, sperando di superare quota 6 reti, il mio record in A". Il traguardo dunque è fissato, e la grande pressione sulle spalle non preoccupa Moscardelli: "Ho l'età e l'esperienza giuste per non farmi influenzare, so cosa devo fare e non mi servono ulteriori stimoli. "Poi una battuta sul futuro post-calciatore: "Non mi vedo allenatore, almeno per il momento. Magari il ruolo di osservatore è quello che mi si addice di più". Si passa successivamente a parlare della barba, il particolare che più lo identifica: "Ho cominciato a non tagliarla per noia, ora la tengo. Anche a mia moglie piace. Se la taglierei per qualcuno? Forse, ma non ve lo dico (ride)".
Chiosa finale legata alla Roma (sua squadra del cuore), in particolare al caso Osvaldo: "Fossi nella Roma non lo venderei, trovarne un altro così forte è difficile. Totti con la barba? A lui non serve, è già il top così com'è. Sogno di fare un goal decisivo alla Lazio, in qualsiasi modo".
Moscardelli: "Fa piacere la popolarità, ma ora testa al campionato"
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