È stato un corteggiamento durato quasi due anni quello del Bologna ad Andrea Mantovani: già a gennaio del 2012, infatti, era vicinissimo ad approdare sotto le due torri, ma l’arrivo di Bortolo Mutti sulla panchina del Palermo aveva bloccato tutto. Finché finalmente ieri sera il ragazzo ha messo la firma sul contratto che lo legherà ai rossoblù fino a giugno, e per farlo si è anche ridotto l’ingaggio: “Io volevo restare in Serie A – afferma – e alla chiamata del Bologna non ho esitato ad accettare. Era un mio desiderio venire qua: è una città meravigliosa e con una grande storia, sarà una sfida stimolante”. La formula è quella del prestito con un diritto di riscatto già fissato, per un giocatore voluto fortemente da Stefano Pioli: “L’ho avuto al Chievo e al Palermo, e ha avuto modo di conoscermi sia come persona che come professionista. Il mister è una persona trasparente e corretta – prosegue – so cosa vuole dalla squadra e so cosa mi può chiedere”. Al Palermo, però, Pioli durò molto poco: “L’esonero fu la fortuna sua e del Bologna”, che infatti due mesi dopo lo ingaggiò per sostituire l’esonerato Bisoli. Invece Mantovani in rosanero c’è rimasto sino a ieri, vivendo due stagioni con il vulcanico Zamparini come presidente: “Quando si cambia spesso allenatore la squadra ne risente sul campo – confessa – e non è facile mantenere la stabilità. A Palermo è stato appunto molto difficile – analizza – e nonostante una rosa da metà classifica siamo stati discontinui”. Una mancanza di continuità che ha portato alla retrocessione nell’ultima stagione, una stagione in cui Mantovani è stato fermo cinque mesi per la lesione del legamento crociato anteriore sinistro: “Ho ricominciato ad allenarmi a marzo, e ho giocato uno spezzone dell’ultima partita di campionato. Durante l’estate – spiega il difensore – ho svolto un lavoro più indicativo per me con un preparatore privato, e sono molto soddisfatto: la mia condizione è ottimale, tutti i test sono sopra lo standard”. Cresciuto nelle giovanili del Torino, Mantovani sostiene di non avere un ruolo preferito nello schieramento difensivo: “Sono un giocatore duttile: al Chievo ho sempre fatto il terzino sinistro, ma posso fare anche il centrale sia nella difesa a tre che a quattro”. Domenica non ha visto la partita di Napoli, ma lui pensa già alla gara contro la Sampdoria: “L’obiettivo del Bologna deve essere ottenere la salvezza il prima possibile – puntualizza – e una volta raggiunti i quaranta punti potremo pensare a toglierci qualche soddisfazione. Domenica giocheremo contro una diretta concorrente per non retrocedere, e sarà già una partita fondamentale. Spero – conclude – di poter scendere in campo, anche solo per uno spezzone”.
Mantovani: "Conosco Pioli: so cosa vuole da me"
Testa sulle spalle, uomo di fiducia di Pioli, il talento e le motivazioni di certo non gli mancano: Mantovani, insomma, ha tutte le carte in regola per diventare una pedina importante di questo Bologna.
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