Tutto Bologna Web Primo Piano La difesa non cambia, fiducia negli stessi

La difesa non cambia, fiducia negli stessi

Redazione TuttoBolognaWeb

Per la stagione che verrà, il Bologna ha deciso di puntare sulla stessa difesa dell’anno scorso, eccezion fatta per Motta rientrato alla Juventus e per le comparse Naldo e De Carvalho rientrati alle rispettive basi, tutti gli altri membri del reparto arretrato sono stati confermati. Si partirà in ritiro con Cherubin e Antonsson che dovranno recuperare dai rispettivi infortuni, patiti nel finale dello scorso campionato e che Pioli si augura di avere pronti per il via del campionato il 25 di agosto.

Analizziamo nel dettaglio la difesa partendo dal blocco dei centrali. I rossoblù dovranno puntare sull’ulteriore crescita di Sorensen, chiamato a confermare quanto buono mostrato sin qui, possibilmente incrementandolo per far quel salto di qualità che ne farebbe un centrale difensivo di tutto rispetto. La strada è quella giusta, ma ci sono tanti piccoli dettagli che il danese dovrà perfezionare per far sì che il suo rendimento diventi impeccabile: alcune distrazioni grossolane avute quest’anno, alcune pagate care altre salvate dai compagni, non dovranno dunque più ripresentarsi. La saggia presenza di Natali potrebbe aiutarlo in questo senso. A tal proposito, il biondo difensore classe ’79, viene da un’annata preclusa dal grave infortunio ai crociati che gli ha fatto perdere tutto il campionato. Il Bologna avrà bisogno di lui per fare in modo che la difesa sbandi il meno possibile e sia in grado di ragionare lucidamente anche sotto pressione. In questo senso Pioli potrà contare anche sui due infortunati citati. Cherubin ha disputato una stagione incoraggiante e ricca di ottime prestazioni e come Sorensen, sarà chiamato a confermarsi. Anche Antonsson, ormai pienamente ambientatosi, sarà un altro tassello affidabile su cui puntare dopo aver dimostrato di essere in grado di guidare la difesa nei momenti d’emergenza: si auspica che possa farlo nuovamente in caso di bisogno. Infine Radakovic. Il serbo potrebbe ritagliarsi uno spazio in prima squadra: di lui si è detto e si dice un gran bene sotto il profilo della personalità e dell’approccio, bisognerà però valutarlo in Serie A, solo così si potrà saggiare il suo valore in termini concreti. Aggregato dalla Primavera, in ritiro ad Andalo ci sarà anche Alex Ferrari, che si unirà alla prima squadra dopo una buona stagione con le giovanili.

Sugli esterni invece ci sono i maggiori dubbi. Sulla destra al momento ci sono Garics e Crespo, sulla mancina Morleo ed Abero. Se Garics ha patito oltremodo la staffetta con Motta per tutto l’anno finendo per offuscarsi lentamente, quest’anno sarà lui il titolare della fascia destra arretrata. Pioli è intenzionato a dargli fiducia e lui sarà chiamato a ripagarla doverosamente, magari osando qualcosa in più in fase offensiva, dove si è proposto di rado. Crespo ad oggi è il sostituto dell’austriaco; la stagione a Verona è stata poco edificante per via dello scarso impiego. Può partire ma non è così scontato. D’altra parte potrebbe essere giusto dargli un’opportunità anche alla luce del fatto che quelle rare volte che scese in campo in rossoblù due anni fa non brillò ma nemmeno sfigurò; Pioli ha lasciato intendere che l’iberico ha dei margini di miglioramento. Sempre per la destra, il mister ha chiamato anche Ruben Palomeque, terzino che in Primavera ha impressionato favorevolmente e di cui lo staff tecnico parla bene. Il ritiro lo aiuterà a crescere, se capitasse l’occasione di un’esperienza in prestito, questa potrebbe svezzarlo. A sinistra c’è l’ormai veterano Morleo, terzino fluidificante tutto corsa e generosità che è cresciuto tantissimo stagione dopo stagione dal suo arrivo. Si può solo che elogiare il miglioramento esponenziale del terzino classe ’83 ma rimane il fatto che se dovesse saltare qualche partita, il suo sostituto manca. Abero, l’abbiamo visto, non è un degno sostituto: la fase difensiva è precaria, quella offensiva troppo timida e la sua presenza globale è stata impalpabile quando chiamato in causa. La soluzione di dirottare Cherubin in fascia può essere provvisoria, nulla di più: rimane quindi un ruolo che va rimpolpato per evitare di trovarsi scoperti in caso di necessità.