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Konè, storia di un brutto anatroccolo diventato leader

Redazione TuttoBolognaWeb

Se dovessero chiedermi il giocatore simbolo di questo ritiro rossoblù, quando ormai manca poco alla sua conclusione, non avrei esitazione nell'indicare Panagiotis Konè. Il motivo è presto detto: il n.33 è parso sin dal primo minuto di allenamento il più voglioso e carico, in poche parole l'anima del Bologna, così da non far sentire la mancanza di Diamanti.

E pensare che, per ben due estati consecutive, Pana è rimasto sull'uscio della porta rossoblù, per poi aggregarsi alla squadra proprio sul gong: prima, nel 2011, è stato strappato in prestito con diritto di riscatto in sostituzione di Della Rocca, venduto frettolosamente al Palermo; poi, dopo una stagione così così fatta di 31 presenze e una sola rete in cui il centrocampista originario dell'Albania fatica ad incidere, non viene inizialmente confermato, salvo ripensamento della dirigenza che piazza il colpo last-minute prendendolo in comproprietà, sempre via Brescia. Anche il secondo anno bolognese non parte benissimo, e la piazza comincia a mugugnare contestando la bontà dell'investimento. Gennaio si avvicina, e l'ala ellenica sembra sempre più vicina al divorzio. Divorzio che poi non si concretizzerà, grazie alla "settimana da Dio" vissuta da Konè a ridosso del Natale, manco fosse Jim Carrey nell'omonimo film. Due straordinarie prestazioni fornite al San Paolo contro il Napoli (prima in campionato poi in Coppa) e goal ancora impressi nella memoria di tutti certificano la metamorfosi, che si rivelerà irreversibile. I numeri, in effetti, testimoniano il tutto: le presenze messe in cascina sono 34, condite da 7 reti e soprattutto da tanta convinzione in più. In questo ritiro, il primo per Panagiotis, il "Coltellino dei Balcani" (come lo chiamano i tifosi) ha fatto capire di voler proseguire sul sentiero tracciato, e se possibile fare ancora meglio in vista dei Mondiali dove potrebbe essere protagonista con la sua Grecia. Il brutto anatroccolo è diventato dunque un leader, e lo ha dimostrato in particolar modo nelle prime amichevoli disputate con la fascia di capitano al braccio, dove ha preteso sempre il massimo da sè e dai compagni. Aspettando il rientro a pieno ritmo di Alino, dunque, Bologna può star tranquilla...