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Intervista a Bulgarelli

Redazione TuttoBolognaWeb

Intervista impossibile a Giacomo Bulgarelli, capitano e bandiera della storia rossoblù, a cinque anni dalla sua scomparsa. Immaginiamo un dialogo con lui, persona genuina, schietta e sincera che si era fatto amare sul campo ma anche fuori dal campo proprio per queste sue qualità.

Giacomo, come va in cielo? "Come vuoi che vada…tutto ok, niente di ché. C'è Helmut Haller che mi fa compagnia e ogni tanto facciamo una 'tedesca' con Carlo Furlanis…Capita la battuta?"

Eccome! Seguirà il Bologna immagino, che ne pensa? "Beh, innanzitutto vincendo a Torino hai fatto un bel respirone, no? Di quelli liberatori. Poi era da una vita che non battevi il Toro in casa. La squadra ha dimostrato di esserci e di avere delle qualità importanti. Questo Ballardini mi pare un buon tecnico, speriamo che questi cinni lo seguano. Ad ogni modo adesso bisogna continuare così e consolidare il buon momento sin da venerdì col Milan".

Già, il Milan: che la corteggiò spesso in passato. "Si ma ripeto: cosa andavo poi a fare a Milano? Mi sarebbe mancata troppo la mia città, il calore della gente, lo stadio, le polemiche…no no no, ho fatto bene così, nessun rimpianto. E poi ho vinto anche qui, non è che sia rimasto a bocca asciutta".

Capitan Diamanti se n'è andato in Cina? Che ne pensa? "Ah perché giocano a calcio in Cina? Scelta sua, per carità. Mi dispiace soprattutto per la gente, perché so che molti si erano innamorati delle sue giocate e delle sue punizioni. Lui avrà fatto le sue scelte per carità, ma io credo che abbia ragione Di Vaio, almeno finisci la stagione e poi vai: sei il capitano di una squadra da salvare e che vive un momento di difficoltà, sta a te per primo mettersi in prima linea e combattere. Ma i tempi sono cambiati evidentemente".

Ora la fascia è di Perez. "Giusto così, avercene di Perez. Ha cuore, grinta, polmoni, ci mette l'anima insomma. Si vede che gioca per la squadra e che è il primo a mettersene. Domenica ho visto che incoraggiava Curci dopo alcune incertezze. Così si fa! Eh questi uruguaiani sono una sicurezza, per questo c'è ancora una linea di continuità coi miei tempi"

Ma le bandiere non esistono più… "Non credo, a parte rare eccezioni. Una volta era normale iniziare in un club e finire la carriera lì. Si, poi c'era il calciomercato, i trasferimenti, ma nessuno si meravigliava se si finiva dove si iniziava. Oggi ci si stupisce del contrario, ma è tutta colpa dei soldi. E infatti il calcio è cambiato, non c'è più modo di affezionarsi a questo o a quel giocatore".

L'ultima bandiera del Bologna è stato Carlo Nervo? "Direi proprio di si. E si sarebbe meritato un trattamento migliore dopo la retrocessione. Ma tant'è. Lui ha giocato tantissime partite con la casacca rossoblù e vissuto la sua vita calcistica dalla C1 alla Uefa ed alla Nazionale grazie al Bologna. E' una bandiera, senza dubbio".

Cosa manca a questo Bologna? "Fino ad oggi è mancato un po' di coraggio e anche di presa di coscienza delle proprie potenzialità. Ma insomma dico io, vuoi che quelli che hanno giocato così a Torino non potessero fare meglio anche prima? Comunque sia ormai è acqua passata, o almeno si spera. E dal punto di vista dei giocatori, speriamo che i due nuovi diano una mano ad un centrocampo troppo leggero".

Si potrebbe quasi dire che ci vorrebbe Bulgarelli..."Ah se fossi ancora sulla Terra e avessi 25-26 anni, tornerei subito in campo! Poi mi pare che con Perez potremmo gestire il centrocampo compensandoci molto bene. E poi avrei da dare qualche consiglio a qualcuno dei giocatori. Sai un po' d'esperienza ce l'ho".

Giusto un po'! A giugno sono 50 anni dall'ultimo scudetto. "Già…che bei ricordi! Ma fu un anno durissimo nonostante lo scudetto: le accuse di doping, i punti di penalizzazione, l'Inter in rimonta…ma soprattutto la morte del Presidente. Che disgrazia che fu. Ma quello spareggio vinto rese giustizia, meritavamo noi e secondo me anche gli interisti in fin dei conti lo sanno. E poi ricordo che a Roma, un sacco di romani tifavano per noi".

Cosa augura al popolo rossoblù, al quale lei manca tanto? "Eh ma la vita è così, al mì ragazòl. Io spero solo che possano togliersi qualche soddisfazione. So che i tempi sono cambiati e che lo scudetto ormai è affare di pochi e dei più facoltosi, ma almeno una Coppa Italia si può provare a vincerla…a proposito, ma la Coppa Italia non meriterebbe maggior attenzione da parte di tutti?"

Ora che fa di bello in Paradiso? "Faccio delle gran partite a carte con Carlo ed Helmut, chiacchieriamo e parliamo del fatto che avremmo potuto puntare ad un altro scudetto…sarebbe stato bellissimo. E la squadra c'era. Ma nessun rimpianto è andata bene così. In bocca al lupo al Bologna, alla gente, alla città e speriamo di salvarci!"