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Il Pagellone finale, 1a parte: la difesa

Redazione TuttoBolognaWeb

Prima puntata di quattro, del 'pagellone' di fine anno reparto per reparto della squadra rossoblù

Iniziamo il nostro breve viaggio di quattro puntate partendo dalla difesa, andiamo a giudicare l’annata dei portieri e dei difensori del Bologna di quest’anno.

CURCI Gianluca: Dopo un anno passato in costante ballottaggio con Agliardi, Curci ha giocato tutta la stagione da titolare, eccezion fatta per l’ultima gara con la Lazio, a retrocessione acquisita. Per lui partenza in salita: l’errore clamoroso con la Samp alla 2a di campionato, l’uscita a vuoto col Torino che ha propiziato il gol di D’Ambrosio, poi ancora il gol subito a Bergamo da Livaja e le due reti subite col Catania in modo non impeccabile, sono le macchie più gravi della stagione. Ma se in queste occasioni il Bologna ha perso punti salvezza, non bisogna dimenticare altre parate che hanno portato punti o comunque hanno salvato la situazione sul momento, come i salvataggi ad Udine, il rigore parato a Milito a San Siro, le buone parate a Torino con il Toro e quella a Verona su Romulo. Sommando prestazioni buone ad altre meno buone, il portiere romano ha giocato la bellezza di 3330 minuti ed è il più presente dei rossoblù con 37 gettoni totali. Era in prestito, tornerà alla Roma che ne deciderà il futuro. Voto: 5

STOJANOVIC Dejan: Una sola partita per lui, l’ultima a giochi fatti con la Lazio. Qualche buona parata, ma è parso in netta difficoltà con i piedi. Ha un buon rinvio mancino palla a terra ma pare un po’ timido sulle uscite alte. Sarà lui il prossimo portiere titolare? Può darsi, forse è ora di dare fiducia a questo giovane austriaco per capire di che pasta è fatto. Voto: n.g.

MORLEO Archimede: Il terzino pugliese conclude la sua stagione in rossoblù con 29 presenze, per un totale di 2388’ giocati. La sua annata è stata tutto sommato positiva, fra corse, rincorse e grinta. Tanti falli presi per merito della sua velocità e anche molte ammonizioni guadagnate (chiedere a Gino Peruzzi), grazie ai suoi guizzi. Se, come ormai detto e ridetto, non gli si possono chiedere dei cross, certamente ha mostrato altre doti importanti come la capacità di sacrificio, la rapidità e l’accelerazione. Dopo quattro anni in rossoblù, alla penultima giornata, è arrivato anche il suo primo, bellissimo, gol: peccato non sia servito in ottica salvezza. Sarà lui uno dei pilastri da cui ripartire in Serie B? Voto: 6

ANTONSSON Mikael: Terza stagione in rossoblù per il centrale svedese che va in scadenza proprio il mese prossimo. E’ il difensore più presente del Bologna, avendo giocato 34 partite per un totale di 2956 minuti in campo. Parso più a suo agio nella difesa a tre rispetto a quella a quattro, Antonsson ha alternato buone partite ad altre decisamente pessime. La maggior parte dei suoi errori derivano dalla fase di possesso palla, mentre dal punto di vista del fisico e delle palle alte, si è sempre fatto valere senza troppi problemi. Avendo il contratto in scadenza a giugno e viste le 33 primavere, potrebbe salutare la truppa. Voto: 5,5

SORENSEN Frederik: Era partita male la stagione del danese, che sin dal ritiro di Andalo aveva accusato problemi fisici. Il crack alla caviglia in allenamento, il rientro che non arrivava mai e il campo difficile da conquistare. Morale, solo 15 presenze per lui, per 1097’ e tanta fatica nel trovare una continuità mai raggiunta. Poteva essere la stagione del suo salto di qualità ma così non è stato, anche e soprattutto per il guaio alla caviglia che l’ha condizionato per gran parte della sua annata. Quando impiegato, non ha mai mostrato quella sicurezza che ci si aspettava e le sbavature sono state più delle buone prestazioni. In comproprietà con la Juventus, si profila un ritorno in bianconero che darà (poco) ossigeno alle casse del club. Voto: 5

GARICS Gyorgy: Per il terzino austro-ungarico, schierato in 34 occasioni e a segno nella trasferta di Cagliari, stagione al di sotto delle aspettative. Difensivamente carente, offensivamente pure: sbaglia tanti passaggi, molti stop e non mette quasi mai un cross in area come invece dovrebbe fare. Certo, ha giocato qualche partita sopra la sufficienza, ma da lui ci si aspettava qualcosa di meglio dopo che l’anno scorso si era diviso la fascia destra con Motta, in un dualismo che non portò mai ad una scelta di ruolo e, forse, danneggiò entrambi. Rimane da incorniciare la splendida giocata su Nagatomo a San Siro che portò poi all’azione del pareggio rossoblù contro l’Inter. Con 7 cartellini gialli è il più ammonito fra i difensori. In campo 2773’ e fresco di rinnovo contrattuale (firmato ad Andalo), sarà probabilmente un uomo da cui ripartire in cadetteria. Voto: 4/5

NATALI Cesare: Il più esperto del reparto, reduce da una stagione ai margini a causa della rottura dei legamenti, gioca 32 partite per un totale di 2628’. Natali era chiamato a guidare un reparto spesso sotto la lente d’ingrandimento, soprattutto sotto la gestione Pioli, visti i numerosi gol subiti in quel periodo. La sua stagione è discontinua, perché a buonissime prestazioni, fornite per lo più con due uomini al suo fianco, alterna altre partite decisamente sotto il suo standard. In scadenza di contratto a giugno e a 35 anni, c’è caso che il difensore bergamasco concluda qui la sua esperienza in rossoblù, che ha portato anche a un gol, contro il Torino, all’andata. Voto: 5,5

CHERUBIN Nicolò: Per certi versi la sua è una stagione simile a quella di Sorensen. Un infortunio al metatarso che l’ha tenuto fuori da aprile 2013 a gennaio 2014, gli ha praticamente fatto saltare tutta la prima metà del campionato appena concluso. Soltanto 15 infatti le presenze per lui (1133’ giocati) in un reparto che avrebbe avuto bisogno di lui sin da subito. Nonostante tutto, al suo rientro, da una mano anche se non riesce a concludere una partita che sia una, essendo in chiaro ritardo di condizione. Sigla un gol da vero centravanti al Parma, per il momentaneo 1-0. Da parte sua tanta grinta e voglia di riscattare l’annata strana, ma il rientro senza preparazione lo ha condizionato oltremodo. In Serie B, se non verrà ceduto, sarà un valore aggiunto. Voto: 5,5

MANTOVANI Andrea: Doveva essere il difensore in grado di dare un po’ di qualità al reparto. Fortemente voluto da Pioli, che lo conosceva dai tempi del Chievo, è arrivato dopo un grave infortunio al ginocchio, seppur completamente ristabilito. Doveva essere il giocatore ideale per la difesa a 3 già sperimentata, capace di ricoprire anche il ruolo di terzino, ma Mantovani si è invece lentamente eclissato come tutta la squadra. 21 presenze su 1383’ e poco più. Qualche partita sufficiente e altre da dimenticare, come quella di San Siro contro l’Inter dove pareva più volte sul punto di combinare la frittata: dopo quella gara non l’abbiamo più visto. Era in prestito annuale dal Palermo, dove tornerà, in Serie A. Voto: 5

CECH Marek: Arrivato per dare manforte alla fascia sinistra, lo slovacco non si è praticamente mai visto. Colpa di un infortunio ma anche per la scarsa fiducia riposta in lui una volta ristabilito, a marzo. Gioca le prime quattro e non convince, poi ne rigioca altre due dopo un mese e serve anche un assist a Crespo per l’1-0 al Livorno. Dopodiché si rifà male, rientra, poi non gioca più. A gennaio ha una ricaduta e lo si rivedrà solo in 3 sprazzi. Fra averlo avuto e non averlo avuto, non ha fatto grande differenza: solo 11 presenze, 649’ giocati e un gol mangiato a Reggio Emilia contro il Sassuolo. E’ molto probabile che rimanga senza contratto. Voto: s.v.

CRESPO José Angel: Dopo un anno passato in panchina in prestito a Verona, lo spagnolo ha disputato un’annata sempre ai margini delle rotazioni dei due tecnici, sebbene Pioli l’abbia utilizzato un po’ di più rispetto a Ballardini: Crespo ha infatti il desolante primato di difensore meno schierato di tutti con 545’ su 10 presenze totali. Eppure il terzino è riuscito a segnare quello che fu un gol decisivo in casa col Livorno, cogliendo una vittoria contro una rivale salvezza che poteva essere fondamentale. In Serie B, dove a Padova fece molto bene e da dove il Bologna lo prelevò, potrà dire la sua ritagliandosi un ruolo importante. Voto: n.g.