La rosa del Bologna è ricca di attaccanti. Se contiamo gli uomini del reparto offensivo, esclusi i trequartisti, troviamo Moscardelli, Acquafresca, Gimenez, Bianchi e Cristaldo. Il paradosso è che i suddetti avanti rossoblù hanno collezionato 3 gol in 5, o per essere realisti in 4, dal momento che Gimenez è completamente avulso dal contesto Bologna da tempo immemore. Il dato incontestabile è che il numero di attaccanti è elevato, ma il bilancio sul campo è altamente insufficiente. Andando più nello specifico, gli attaccanti rossoblù hanno differenti minutaggi in campionato, nel dettaglio: Moscardelli ha giocato 8 partite, di cui 4 da titolare, per un totale di 426 minuti ed è andato a segno una volta, con la Sampdoria, alla 2a di campionato. Acquafresca, ha giocato solo 70' in un totale di 4 apparizioni, tutte da subentrato senza mai riuscire a segnare. Bianchi è sceso in campo 13 volte, di cui 7 da titolare e 6 a partita in corso, mentre il totale dei minuti giocati è ben 688, con un solo gol segnato, a Bergamo con l'Atalanta. Infine, Jonatan Cristaldo: l'argentino ha giocato 14 volte, di cui 11 da titolare, per un totale di 966 minuti ed una rete, siglata contro il Milan nel rocambolesco 3-3 del 25 settembre scorso. Da questi dati inconfutabili, si evince che dei due attaccanti più utilizzati, non si fa un bomber. Cristaldo e Bianchi infatti hanno segnato complessivamente due reti nonostante l'impiego assiduo nelle 17 gare disputate. Sebbene Cristaldo abbia giocato di più del compagno, il suo tipo di impiego è stato per lo più volto a far giocare la squadra che il contrario, precludendogli così la via del gol appannaggio della manovra corale: ciò non toglie però che dal Churry, qualche gol in più ce lo si aspettava. Bianchi invece ha deluso, purtroppo. Il bergamasco ha fallito gran parte delle gare in cui è stato impiegato, non riuscendo a dare il contributo sperato alla causa. Di lui a parte il clamoroso gol sbagliato a Sassuolo a porta vuota, si ricorda un bel colpo di tacco con la Sampdoria che meritava miglior sorte, il gran tiro in girata parato da Handanovic con l'Inter, l'assist per Kone a Parma ed il gol di Bergamo. Nonostante l'impegno e la buona volontà quel che risalta, è l'evanescenza e l'impalpabilità nella maggior parte delle sue prestazioni.
Il desolante bilancio dell'attacco rossoblù
E' quindi evidente che il Bologna abbia problemi in attacco, non solo individualmente come i dati appena illustrati dimostrano, ma anche di squadra. I soli 17 gol siglati, equivalgono al 17° posto nella classifica dei gol segnati in A a braccetto con Genoa (che però un bomber ce l'ha) e Sassuolo: peggio dei rossoblù hanno fatto solo Udinese e Livorno con 16, Chievo con 13 e Catania con 10. Ciò significa che la manovra di squadra è improduttiva e porta solo ad un gol a partita di media precisa (17 su 17) e che in casa ha portato solo 10 reti, di cui 3 in una sola partita (Milan): molto poche e mal distribuite.
Va anche detto che gli attaccanti rossoblù sono troppo soli poiché serviti poco e male. Il riscontro non lo si trova solo osservando le partite ma anche attraverso i numeri, che avvallano pienamente quel che si vede: il principale uomo assist (passaggi che portano al gol) del Bologna è paradossalmente Cristaldo con 2, poi Bianchi, Lazaros, Diamanti, Pazienza, Moscardelli e Garics ad 1. Ciò significa che 4 gol su 8, la metà, sono stati "confezionati" dagli attaccanti, per i compagni di reparto. Se non si danno palle agli attaccanti e sono loro stessi a dover fare il lavoro di altri, le loro possibilità di segnare diminuiscono.
Concludendo, nonostante il Bologna disponga di un parco attaccanti ricco e variegato, il risultato è insoddisfacente e per questo urge tornare sul mercato per trovare qualcuno in grado di portare gol, cercando di cedere gli attaccanti che hanno deluso, alleggerendo inoltre il monte ingaggi già di per sé insostenibile per le casse felsinee. Peraltro, non è detto che gli attaccanti che non sono riusciti a dare il loro meglio a Bologna, non si riscattino altrove rivitalizzando la propria carriera.
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